Alice Etro, quel tocco gipsy

Classe 1987, Alice Etro, con la sua folta chioma bionda, il fisico minuto e gli occhi color ghiaccio, è una di quelle ragazze che si fanno immediatamente notare. La sua è una storia speciale, ma lei non ha nulla dell'atteggiamento di chi dà tutto per scontato, anzi: l'umilità sembra parte caratterizzante del suo Dna.

Giusto per intenderci: milanese, figlia di Monica Bottigelli della nota famiglia Miani e di Kean Etro, dell’omonima maison di moda, viene cresciuta a pane e alta moda. Dopo aver studiato Fashion Design all’Istituto di Moda Marangoni, inizia come modella, ma – a partire dal 2009 – decide di voler passare alla parte creativa. Oggi lavora presso l’azienda di famiglia: dopo il debutto con la sua prima collezione, la Collezione Donna Larusmiani Autunno Inverno 2013/2015, Alice non si è più fermata.

Guglielmo Miani e Alice Etro

Sei alle prese con che cosa, al momento?
Lavoro full time per Larusmiani e sto sviluppando altri progetti top secret.

C'è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Il mio sogno è riuscire a fare sempre il lavoro che amo e conciliarlo con tutte le mie passioni.

Quali sono i principali obiettivi che ti poni nel tuo lavoro?
Ogni collezione o progetto, quando ne vedi i frutti, è come un pezzo di te che ha finalmente ha preso forma. Il bello è che è sempre una nuova scoperta.
 

Sei nel settore da diverso tempo. Hai notato dei piccoli o grandi cambiamenti nel fashion world?
Ci sono varie correnti che confluiscono nello stesso mare: è tutto in continuo movimento, bisogna sapersi immergere nelle molteplici contaminazioni e cercare di osservare il quadro generale contemporaneamente. Oggi che tutto è diventato più veloce, tutto dev'essere anche più preciso e mirato.

Pensi ci sia stato un punto di svolta nella tua carriera?
Piuttosto ho la sensazione sia stato un flusso che mi ha portata dove sono ora e che continuerà a spingermi avanti e farmi esplorare nuove strade.

Quali tra i tuoi lavori ti hanno resa maggiormente orgogliosa (e perché)?
Ci sono molti progetti dei quali vado molto fiera, tra cui le collezioni che ho disegnato come stilista per Larusmiani. Per esempio sono molto affezionata ad alcuni capi che ho creato, perchè ciascuno di essi è legato a dei ricordi o a delle ispirazioni che non dimenticherò mai. Quando disegno un capo, è sempre il derivato di una sensazione di un momento, che vorrei riuscire a far rivivere a chi lo indosserà.

Cosa pensi dei fashion designer che vogliono a tutti i costi essere "trendy"?
Mi viene da dire che i trend sono per natura presenti e passeggeri: bisogna saperli identificare e reinterpretare sempre.

Raccontaci di un evento culturale che hai apprezzato quest'anno.
Ho molto amato la mostra di Escher a Palazzo Reale a Milano: trovo geniale come il mondo estetico sia legato ad un pensiero logico, razionale, matematico e allo stesso tempo incredibilmente creativo.

La vita creativa di Alice Etro: chi o che cosa ti ispira?
Viaggi, mostre, libri, musica, persone.... In ogni cosa si puo trovare un dettaglio che farà la differenza.

Come definiresti il tuo stile?
Per il giorno la mia divisa è composta da jeans e maglione (possibilmente di cashmere), cappotto sartoriale e stivaletti in inverno, o jeans e kimono colorati in seta o velluto durante la bella stagione.
La sera spazio dal lungo al corto, ma sempre con un tocco gipsy.

Quale pensi sia il tuo miglior talento?
Mi impegno a poter imparare sempre e da tutti. E cerco di farlo velocemente: sono molto attenta a ciò che accade intorno a me e ne faccio tesoro.

E invece quali sono i lati negativi del tuo mestiere?
La difficoltà maggiore consiste nel riuscire a proporre qualcosa di sempre nuovo, che però si collochi nei trend del momento e che soddisfi il cliente finale. Bisogna trasmettere qualcosa a chi sceglie i tuoi capi: le emozioni sono il punto fondamentale.

Ci sveli alcuni dei tuoi indirizzi must-go?
Se posso scegliere preferisco le case agli hotel: mi piace avere la possibilità di cucinare, attività che mi piace molto. A Milano ci sono diversi ristoranti che amo frequentare: per la cucina giapponese vado da Sumire, caratteristico e autentico. Se ho voglia di cucina thailandese scelgo invece Koh Thai Bistrot, un luogo delle meraviglie, in cui trovare anche oggetti e gioielli artigianali. Per la cucina italiana niente di meglio de L’Isola dei Sapori, un ristorante sempre molto vivo, che utilizza le migliori materie prime. Per mangiare come a casa L’Incoronata: luci soffuse in un locale retrò con molta personalità.

Come descriveresti il tuo appartamento?
La mia casa è frutto delle contaminazioni dei miei numerosi viaggi, della mia infanzia e delle mie passioni. In continua evoluzione e decisamente pet friendly. Infatti i miei inquilini sono Grace, il mio cane, e Kimba e Alaska, i miei gatti.

Hai un motto di vita?
Adattarsi e rinnovarsi sempre, tutto scorre, bisogna saper seguire la corrente e a volte bisogna sapersi sedere sulla riva del fiume e aspettare, perché “accadono cose che sono come domande. Passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde...” (Alessandro Baricco).

Intervista di Marzia Nicolini
© larusmiani.it

Tony Thorimbert
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