Das Stue, le due facce di Berlino

Das Stue era un tempo l'ambasciata danese. Poi, un giorno, la designer Patricia Urquiola visita il palazzo e dalle vetrate ammira lo Zoo di Berlino e i suoi eleganti struzzi. Nasce così l'idea di un hotel di lusso (dotato di ristorante, bar e spa) elegantemente a cavallo fra il neo-classico e il calore del design contemporaneo. Da un edificio del 1939 di Emil Schaudt, lo studio catalano LVG Arquitectura e quello tedesco Axthelm, diretti dalla Urquiola, hanno preservato il carattere austero e monumentale dell'architetture originale, aggiungendo brio e intimità al suo interno. Lo stile retro sposa tappeti sgargianti, la texture antiche contrastano con le superfici patinate, mentre pavimentazioni vissute e opache incontrano le vaste vetrate, elemento centrale degli interni che dialoga con il centro vibrante di Berlino. Foto via das-stue.com

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