Julia Krantz

C’è qualcosa di magnetico negli scheletri rigidi che sostengono i vestiti femminili. Ricorderete Harvey Keitel in “Lezioni di Piano”, nel tentativo di toccare la protagonista, chiusa in una gonna a forma di gabbia. Anche nella collezione “Shell” di Julia Kranz il vestito è la proiezione del corpo e dei desideri che evoca.Julia Krantz ha presentato la sua collezione “Shell” come progetto di Laurea alla HDK School of Design di Goteborg, in Svezia.

 Nel linguaggio della giovane designer svedese, artigianato e narrative, storia e memoria dialogano con i bisogni e desideri del presente per scatenare nuove visioni da proiettare nel futuro.Nella sua ultima collezione, tessuti traslucidi drappeggiano un’ampia struttura metallica ispirata all’anatomia del corpo umano, agli organi, le simmetrie, ma anche ad accessori come maschere e oggetti per proteggersi.La nuova silhouette scheletrica è stata deformata e allargata seguendo i profili del corpo, in cerca di nuovi pesi, direzioni, a partire dal disegno più essenziale della femminilità: la sua figura.

Foto via juliakrantz.com/

Julia Krantz

Julia Krantz