Curata da Domitilla Dardi ed Elisabetta Pisu, "Dos" è la prima mostra sul rapporto tra design e suono. Un viaggio di frontiera, tra oggetti, prodotti, installazioni e performance che superano gli aspetti estetico-funzionali, immergendoci nella multi-sensorialità e in nuove modalità relazionali. "Cose" vive, con un'anima sonora, spesso capaci di modulare non solo suoni ma anche il nostro umore. Oltre alle grandi firme del design internazionale del passato e odierno, in mostra diversi lavori di giovani sperimentatori a cui abbiamo chiesto di raccontarci i loro progetti. Fra questi Mischer'Traxler, Yuri Suzuki, Angelo Semeraro e Natalie Duckett.


"Trapped flies" (2012) di Mischer'Traxler

"Trapped flies" di Mischer'Traxler
È il loro primo progetto sul suono. Furniture designer austriaci ma anche autori di installazioni, macchinari e processi innovativi, guardano al campo della progettazione come un vasto universo da esplorare.

Qual è il concept di "Trapped flies"?Su uno scaffale abbiamo disposto 52 bicchieri diversi con una mosca di plastica "intrappolata" al suo interno. Mosse da un motore, sono controllate da un software su scheda Arduino. A ogni mosca è associato un movimento diverso. Ronzando nei bicchieri dallo spessore e forma diversa, generano un paesaggio sonoro.

Che tipo di relazione avete cercato col fruitore?Di solito la gente sorride appena vede l'installazione. C'è qualcosa di famigliare e surreale al contempo. Qualcosa che diverte, mette a proprio agio e che sorprende. Non è un impatto semplice, ma nemmeno concettuale. Ci piace aver creato una sensazione di soglia.


Un'immagine dal workshop di Yuri Suzuki "Color Chaser" project

"Barcode Book" di Yuri Suzuki
Artista del suono giapponese, designer esperto di musica elettronica, Yuri Suzuki crea installazioni sonore originali e innovative. Alla mostra presenta "Barcode Book", libro illustrato con codici a barre che emettono onde sonore e modificano il rapporto con le immagini e la storia e un workshop "Colour Chaser".

Ci racconti l'idea di "Colour Chaser"?Si rivolge soprattutto ai bambini. Ho realizzato una specie di trenino che legge i colori traducendoli in suoni. I partecipanti disegneranno tracciati colorati con pennarelli speciali su un foglio e poi un robot li leggerà correndo sul disegno e suonando a seconda dei segni e dei colori. Ho realizzato questo progetto perché sono dislessico e cercavo un modo semplice e giocoso per far leggere la musica ai bambini che soffrono di questa sindrome.

Che tipo di relazione hai cercato col fruitore?Il suono è un media che può provocare molte sensazioni. M'interessa come il suono influisce a livello psicologico ed emotivo sulle persone.

Prossimi progetti?Alla London Design Week, vorrei fare un progetto incentrato sul concetto di silenzio e rumore bianco in un luogo molto concitato. Farò anche un lavoro per i parchi tematici Disney, sfruttando Tesla Touch, un'interfaccia touch che genera sensazioni tattili artificiali.

Il miglior strumento oggetto sonoro mai inventato?Ho lavorato per Teenage Engineering, dove ho sviluppato contenuti sonori per l'OP-1, sintetizzatore oggi popolare fra gli artisti. Lo usano Zombie Nation e Deadmau5, e questo mi fa sentire un po' parte del loro lavoro di sound design.

LTVs, Lancia TrendVisions, Angelo Semeraro
"Toccata" (2012) di Angelo Semeraro, Fabrica - Centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group

"Toccata" di Angelo Semeraro
Angelo Semeraro è un informatico e borsista dell’Area Interaction and Online Experience di Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, per cui ha realizzato l'installazione in mostra.

Qual è il concept di "Toccata"?Il progetto nasce in forma sperimentale per le vetrine degli store Benetton. È un’installazione interattiva "on-screen" che reagisce ai movimenti dei visitatori, cambiando forme e colori, in un arpeggio di rumori matematici che rende l'esperienza più coinvolgente.

Che tipo di relazione hai cercato col fruitore?Ho cercato di unire visivo e sonoro in una struttura generativa, un sistema di particelle in equilibrio, modificato dal nostro passaggio. Ma è il suono a indicare il tuo passaggio, la tua creazione e partecipazione. Il video è una coseguenza.

Come l'hai realizzata?L'ho sviluppata con Openframeworks e Box2d, un motore fisico bidimensionale. L’effetto 3D è solo un’illusione creata connettendo le particelle e sovrapponendo livelli di trasparenza.

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"The Alarming Clock TAC001" (2010) di Natalie Duckett, Alarming Industries

"The Alarming Clock" di Natalie Duckett
Natalie Ducket ha ideato una radio sveglia come progetto universitario, poi commercializzata con il marchio Alarming Industries, fondato con il designer Lee Murray.

Qual è il concept di "The Alarming Clock"?Ruota sull'importanza del sonno come componente naturale fondamentale. Mi sono concentrata sulla qualità del segnale d'allarme, di solito evento traumatico della giornata. "The Alarmin Clok" fa il suono di un picchio che martella delicatamente il legno o altri materiali che vi appoggiamo. Ha un segnale per la sveglia mattutina e uno serale per ricordarci di rispettare il nostro bisogno di riposo.

Come lo produci?Una volta arrivato l'ordine sul nostro sito Alarming Industries, lo produrrà da metà marzo 2013 un artigiano nella periferia di Londra, capace di costruirne 50 al mese.

Che tipo di relazione hai cercato col fruitore?Ritornare a un contatto fisico con un oggetto unico ed emozionale.

Foto via dosdesign.org

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Cuffie sensoriali "_scape" (2012) di Leslie Borg e Anita Silva

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"Infrasons objets" (2011) di Matali Crasset. Credits to MICA Gallery

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"Geminos" di Francesco Pellisari. NacSound

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"Change the Record" (2011) di Paul Cocksedge. Vinile usato, modellato, con base in plexiglass trasparente. ® Mark Cocksedge
 

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"Muon" (2007) di Ross Lovegrove. KEF Audio

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"BRIONVEGA, RR226", radiofonografo (1965). Disegno originale dei F.lli PierGiacomo e Achille Castiglioni

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"Hélio" (2009), radio solare di Léa Longis. Credits to Véronique Huyghe

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"The Domestic Sound Scape, Toolkit for Impact Sounds" (2010) di Chiara Onida

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"Invece del campanello" di Bruno Munari e Davide Mosconi, Lualdi,1991

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"Invece del campanello" di Bruno Munari e Davide Mosconi, Lualdi 1991

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"Confession" (2012) di Nick Ross

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"Sofuto" (2012) di Ombretta Valenti e Silvia Gemma. Lino grezzo, carta o polipropilene, origami, pieghe della carta

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"Airpiano" (2007) di Omer Yosha - Jo Hamilton

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"Quintetto" (2008) di Quiet ensemble. Installazione, acqua, plexiglass e pesci rossi.