Faccia a faccia con Bea Åkerlund, fashion activist

Ha uno stile unico, opulento, sofisticato e onirico, che non veste semplicemente il personaggio, ma racconta una storia. E la sua carriera ormai ventennale, con un curriculum che include le più grandi star della musica mondiale, l’ha resa molto più di una stylist: una “fashion activist”, come lei stessa ama definirsi. Bea Åkerlund ha curato il look di Madonna, Fergie, Beyoncé, Rihanna e tanti altri. Si è occupata dell’immagine di Lady Gaga, all’epoca del video “Paparazzi”, ancor prima di Nicola Formichetti. Sposata con il regista Jonas Åkerlund, vive e lavora a Los Angeles, dove ha fondato The Residency, showroom esclusivo e agenzia di PR. Insieme al direttore creativo Robert Lussier ha dato vita a Le Snob, brand di moda di lusso, ed è proprio dal suo genio creativo che ha avuto origine Who You Are, una fashion app per far emergere i giovani designer e mettere in mostra i loro lavori. Bea ha trovato anche il tempo di realizzare un libro, “Parental Advisory”, dedicato a genitori e bambini con progetti, musica, moda e arte. Originaria di Stoccolma, è stata scelta da Ikea per ideare una linea di prodotti in edizione limitata realizzati con stampanti 3D e ispirata al suo stile: cuscini a forma di labbra rosse, come il rossetto che indossa anche per dormire, lampade a forma di “B” e molto altro. Una fashion activist con una grande personalità e una allure che non lascia indifferenti. L’abbiamo intervistata. Ecco cosa ci ha raccontato…

A quali progetti stai lavorando in questo momento?
Di recente ho collaborato con Fergie, per creare i suoi outfit per Rock in Rio…

Se dovessi descriverti, cosa diresti?
Sicuramente sono una persona unica, in tutti i sensi…

Cosa ha influenzato il tuo stile, nel corso degli anni?
Ho una ossessione personale per gli abiti dell’archivio di Thierry Mugler. Devo ammettere, però, che se dovessi dire cosa ha davvero portato in una direzione specifica il lavoro, direi la mia personalità. E’ sempre in cambiamento e lo stile di ciç che creo sicuramente riflette quello che ho dentro.

Cosa non deve mai mancare su un tuo set?
Il nastro adesivo! E’ fondamentale, perché come si suol dire… quando tutto crolla… incollalo con lo scotch!

I tuoi set sono sempre studiati nel minimo dettaglio. Da dove arriva l’ispirazione?
In genere mi lascio influenzare dal mondo della moda. Altre volte le idee arrivano dal soggetto sul quale sto facendo ricerca e tutto inizia a prendere forma. Le mie fonti di ispirazioni sono internet e… la vita.

C’è un fil rouge che college I tuoi lavori?
Si, probabilmente il fatto di voler sempre creare un “personaggio”, una persona vera, con delle caratteristiche tutte sue.

Quale è stato il punto di svolta della tua carriera?
Quando ho incontrato mio marito, il regista Jonas Åkerlund.

Come e dove trovi i designer con i quali collabori?
A volte sono loro a contattarmi, in altri casi li vado a scovare io… Devo ammettere che sono una vera fissata della ricerca!

Quando lavori con star del calibro di Lady Gaga o Madonna, hai sempre modo di dire la tua, o cerchi di accontentare le loro richieste?
In genere si tratta sempre di una collaborazione a due vie, ma devo dire che sono una persona molto testarta e, in genere, ottengo quello che voglio. Di solito, tra l’altro, la prima idea che ho su un outfit  è sempre quella che funziona meglio alla fine.

Hai dichiarato che all’inizio della tua carrier realizzavi alcuni pezzi dei tuoi outfit da sola, a mano. Lo fai ancora?
E’ verissimo, trascorrevo intere giornate ad incollare piume con la colla! In ogni lavoro ho bisogno di creare qualcosa di mio. E’ proprio questo che mi mantiene calma e rilassata quando ho un lavoro importante da portare a termine.

Hai un sogno, dal punto di vista lavorativo?
Vorrei creare un mio brand personale e creare senza avere alcuna limitazione… con un budget smisurato!

Quali sono, secondo te, le caratteristiche che una buona stylist dovrebbe avere?
Passione e tempo. Non ci sono limiti a ciò che si può ottenere nel momento in cui dedichi a quel progetto del tempo.

Hai creato il marchio “Le Snob”. Quanto c'è di te negli abiti che crei?
Credo vi sia una parte “snob” in ciascuno di noi e non c’è nulla di cui vergognarsi, in ciò, quindi penso che si, gli abiti che faccio mi rappresentino. Le Snob è pensata per tutto ciò di cui non hai affatto bisogno… ma che devi avere. Tutto questo noi lo chiamiamo “SNOBBILITY”.

Intervista di Barbara Palladino

© Bea Åkerlund

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