Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto, prendere rischi (e divertirsi)

 Coppia creativa con base a Treviso, in Veneto, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto conservano gli entusiasmi degli inizi. Lei, veneziana doc, classe 1987, è tra i talenti usciti (con successo) da Fabrica, il centro di ricerca e comunicazione di Benetton. Lui, di origine friulana, nato nel 1988, si è laureato in disegno industriale allo IUAV di Venezia. L'incontro avviene in Svizzera, sui banchi della celebre scuola ECAL di Losanna. Oggi con il loro stile vivace e la loro creatività a 360 gradi, Giorgia e Daniele si sono conquistati un nome di tutto rispetto nel competitivo mondo del design, mettendo a segno collaborazioni illustri.

Ecco quel che ci hanno raccontato dal loro headquarter veneto.


 

Su che progetti state lavorando?
Al momento ci stiamo preparando in vista del prossimo Salone del Mobile. Stiamo seguendo diversi progetti, tra cui la collaborazione iniziata l'anno scorso con l'azienda di arredi Novamobili con la quale stiamo sviluppando due nuovi prodotti che vedranno la luce nel 2017.

Un pezzo di design che vorreste aver disegnato voi?
Ci piacerebbe tanto aver disegnato l'ombrello. È un oggetto molto bello ed elegante nella sua estrema funzionalità. Molti oggetti di design anonimo riscontrano queste caratteristiche uniche che ce li fanno piacere tanto.

Avete la possibilita di vivere la vita di un altro creativo: chi scegliete?
Sicuramente un musicista.

Quali sono gli obiettivi che vi ponete come designer?
Riuscire attraverso i nostri oggetti a suscitare delle reazioni ed emozioni.

Siete osservatori privilegiati del settore design; quali cambiamenti avete notato?
Il design ha assunto un significato sempre più ampio e globale. Oggi il design come progettualità non parla più soltanto di funzionalità pratica, ma anche di funzionalità di significato ed emozionale.

C'è stato un punto di svolta importante nella vostra carriera?
Il Salone Satellite nel 2013, durante il quale abbiamo presentato la collezione Acqua Alta. Quel momento ha sancito per noi l'inizio di collaborazioni con brand estremamente prestigiosi, come Rubelli e Moroso, che ci hanno permesso piano piano di entrare nel panorama del design e farci conoscere.

Design trendy: che cosa ne pensate?
Il design segue le mode e con lui inevitabilmente anche i designer. Non è un pregio, né una colpa, ma piuttosto un dato di fatto. La nostra posizione è abbastanza neutra: spesso seguire le mode ha un impatto forte, soprattutto dal punto di vista mediatico, poi però ne risente la durata perché ce ne si dimentica in fretta. Sarebbe bene riuscire a prescindere dai trend, ma facendo essi parte della vita di tutti i giorni è molto facile, anche indirettamente, esserne influenzati.

Mostre o eventi che avete amato quest'anno?
Ci è piaciuta molto la mostra al Mambo di Bologna dedicata a David Bowie, "David Bowie is". Fresca, divertente e allo stesso tempo curata molto bene. In particolare l'ultima sala ti regala l'impressione di sentirti all'interno di un suo concerto: molto emozionante.

Avete fonti di ispirazione privilegiate?
Dipende sempre molto dal progetto. Ci piace essere influenzati da musica, immagini, texture, ma abbiamo una particolare propensione per le città e da quello che esse ci raccontano.

Raccontateci la vostra giornata tipo al lavoro.
Arriviamo in studio alle 9 e ci mettiamo subito al lavoro. Spesso capitano appuntamenti in studio o più frequentemente visite da fornitori o clienti fuori Treviso. Dopo pranzo si continua a lavorare concentrati verso circa le 6.30, quando il volume della musica in studio si alza e sale un clima da fine giornata. Spesso si conclude con un aperitivo in studio o in zona, una tradizione delle nostre terre che ci teniamo a rispettare.

Come definireste il vostro stile?
Essendo in due, il nostro stile è la combinazione di entrambi. Io sono più orientata verso la storia e il messaggio da comunicare, mentre Daniele è appassionato di colori e dettagli.

Quale ritenete sia il vostro miglior talento?
Difficile da dirsi, forse impossibile. Spesso ci riconoscono una capacità narrativa all'interno del progetto. Inoltre, essendo ancora in crescita, il nostro stile si sta via via definendo.

Quali sono i contro del vostro mestiere?
Le difficoltà sono molte, ma le soddisfazioni sono altrettante. Probabilmente la maggiore è trovare il proprio spazio all'interno di una rete di designer sempre in crescita e soprattutto molto, molto competente.

Ci svelate alcuni dei vostri luoghi preferiti?
La città preferita è Venezia: è talmente unica e talmente varia che è un nostro punto di riferimento sia progettuale che di svago. È per noi comoda e allo stesso tempo ci permette di staccare rispetto alla nostra quotidianità trevigiana. Per quanto riguarda l'hotel preferito potremmo dire l'Hotel Monsignor di Los Angeles, luogo di svolgimento del film di Tarantino "4rooms" che ci ha ispirati nella progettazione del carrello portabagagli disegnato in occasione di Wallpaper Handmade. Il ristorante: "La Vedova" a Venezia.

Come sono le vostre case?
Abbastanza simili tra loro: semplici, ma piene di curiosità, così come il nostro studio. Ci piace raccogliere piccoli oggetti, memorabilia, anticaglie e libri durante i nostri viaggi e ci circondiamo di queste cose in casa come in studio. Non manca mai, inoltre, una buona quantità di piante, anche se il nostro pollice verde ha ancora bisogno di maturare.

Avete un motto?
Il design è un mestiere serio, ma concede il lusso di poter sbagliare: è giusto non aver paura di prendere rischi. Altro motto: non prendersi mai troppo sul serio.

Intervista di Marzia Nicolini

© zanellatobortotto.com

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