Helio Ascari: la forza delle proprie radici, l’amore per l’Italia

A otto anni scopre la passione per le biciclette “custom made” e a dieci impara a modellare ferro e legno. La storia di Helio Ascari parte dall’heritage delle proprie origini italiane e arriva sulle passerelle di mezzo mondo. A soli 19 anni, infatti, Helio viene notato sulle spiagge di Ipanema da un talent scout dell’agenzia Elite. Da allora, posa per fotografi di fama mondiale come Mario Testino, in compagnia della super top Gisele Bündchen e viaggia a Milano, Tokyo e New York, lavorando come modello per brand come Ferragamo, Zegna e Ferrè.

Negli anni Duemila, però, scopre la sua vera passione, quella che lo porterà lontano: costruire biciclette hand made. Pezzi unici che si litigano i big della moda, come Ralph Lauren, che acquistò il primo modello targato Ascari Bycicles. Oggi Helio vive a New York e insieme alla moglie Maria Thereza porta avanti il marchio e non dimentica le proprie radici, l’amore per le cose ben fatte e la tradizione del design italiano. 

Come descriveresti te stesso a chi non ti conosce?

Parlare di me non è facile. Forse direi che sono un designer e un artigiano che ama mostrare il proprio lato artistico fabbricando biciclette. Amo inventare e costruire oggetti partendo da uno schizzo su un foglio. Trovo estremamente gratificante dare vita a delle “cose” con le mie mani, consapevole del fatto che esse avranno un ancor più grande valore, carattere e personalità, proprio perché fatte a mano. 

Quando è nata la tua passione per le biciclette?

Quando avevo otto anni, trovai una bici in garage e mi misi subito a pensare come avrei potuto metterla a nuovo. Già a quell’età avevo la capacità di progettare e personalizzare oggetti. Dando vita al marchio Ascari Bycicles, ho recuperato le mie origini italiane. All’inizio non credevo che sarei arrivato ad ottenere un qualcosa di così sofisticato, l’unica cosa che speravo era realizzare un progetto che fosse unico e venisse dal cuore. 

Quanto conta l’heritage del nome Ascari?

La mia identità è stata profondamente influenzata dal passato. Ricordo ancora gli aneddoti che mio padre ci raccontava sui nostri parenti in Italia. Per lui era fondamentale che noi figli rispettassimo le nostre origini. Il nome Ascari mi ha dato la determinazione e il coraggio di dar vita ad un percorso personale. Mio padre non aveva un grande senso del denaro, ma ci ha lasciato facendo in modo che capissimo che c’era qualcosa di più importante del denaro. 

Cosa è lo stile per te?

Essere consapevoli e avere una grande creatività, da coltivare senza regole.  

Cosa pensi del mondo della moda, ora che la tua carriera sta andando in una direzione diversa?

Per me la moda è un grande strumento di comunicazione. Mi considero davvero fortunato ad aver avuto la possibilità di lavorare nel settore per così tanti anni.  Questo mondo mi ha aperto gli occhi riguardo alla bellezza e alla qualità delle cose fatte a mano. La moda per me rappresenta divese cose, inclusa la possibilità di esprimere se stessi. 

Che rapporto hai con l’Italia e le sue tradizioni di eccellenza legate alla moda e al “fatto a mano”?

Il vostro paese ha avuto una influenza enorme su di me, sin da quando, piccolissimo, ho iniziato a lavorare metallo e legno seguendo l’esempio degli artigiani italiani che vivevano in Brasile. Penso che sia stato proprio questo che ha sviluppato il mio interesse per gli oggetti fatti a mano. All’inizio della mia carriera nel mondo della moda, ho avuto il privilegio di lavorare con stilisti di fama, che mi hanno insegnato la cura che si mette nell’artigianato di alto livello, proprio ciò di cui avevo bisogno per il mio progetto di Ascari Bycicles. Ora posso dire che per me l’heritage italiano, il senso della moda e l’artigianato sono strettamente connessi. 

Cosa pensi di Lancia e della piattaforma di trend forecasting Lancia TrendVisions?

Quello che fate con Lancia TrendVisions è fantastico. Ammiro profondamente le piattaforme che promuovono i giovani artisti e le novità in fatto di trend e lifestyle con una attitudine così innovativa. 

Che consiglio daresti ai giovani talenti che volessero seguire i tuoi passi?

Di coltivare il proprio istinto. Io l’ho fatto e non mi sono mai pentito. Anche una certa dose di curiosità dà la possibilità di scoprire nuove possibilità e le relative risposte. Quando si è giovani non bisogna avere paura di commettere errori: solo facendone qualcuno si può diventare più forti e più saggi.  

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Fabergé, Cartier e Bugatti, ma traggo spunto anche dall’architettura e dall’arredamento vintage della metà del secolo scorso,  in particolare modo quello danese. Osservo molto anche le pistole del 1800. 

Quale è la tua filosofia di vita?

Sii sincero con te stesso e non pretendere mai di essere qualcosa che non sei. Come artista, metto sempre in discussione le mie creazioni e, quindi, devo sempre ricordare chi sono e da dove vengo. La mia filosofia di vita è l’onestà. Avere un’anima e uno spirito onesti mi permettono di tirare fuori il meglio di me. 

Come ti vedi tra cinque anni?

Spero di trascorrere sempre più tempo in Italia a creare arte e far crescere il mio brand, per vedere finalmente su strada una delle mie bici elettriche e per creare sempre nuove cose. 

Intervista di Barbara Palladino

© Ascari Bycicles

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