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I mandala elettronici di Leonardo Ulian

Microchip, transistor, cavi. Le opere di Leonardo Ulian non sono solo composizioni visive, ma hanno un’anima elettronica che l’artista inserisce in tutte le sue opere. E’ durante gli studi che scopre il fascino di oggetti inanimati, ma capaci di “accendere e spegnere” una macchina. Da lì, decide di indagare la natura di circuiti colorati e interruttori. “I like to make things and dismantle others”: è questo il motto di Leonardo, che dichiara il suo interesse nel mostrare ciò che non si vede ad occhio nudo, come le onde elettromagnetiche che ci circondano, per trasformarle in suoni o colori attraverso l’utilizzo di congegni elettronici.

I lavori dell’artista si ispirano ai mandala. Il risultato è un’armonia geometrica di forme che, in realtà, non ha niente a che vedere con la razionalità delle cose. La fase di assemblaggio richiede molto tempo e diventa un momento meditativo, proprio come accade nei mandala originali.  E’ qui che l’artista tradisce la natura spirituale delle sue opere, che va oltre l’apparenza meccanica e macchinosa dei congegni che le animano.

© Leonardo Ulian 

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