Il mondo ipnotico e immaginifico di Maud Vantours

Giovane visual artist parigina, Maud Vantours crea opere tridimensionali in carta, vere sculture multicolor che incantano. Specializzatasi in design tessile e materiali di ricerca presso la ESAA Duperré, nella capitale francese, la designer crea artwork che vengono richiesti da gallerie d’arte contemporanea e marchi internazionali per campagne pubblicitarie o allestimenti di boutique. Il lavoro di Maud Vantours mixa elementi di graphic design, scenografia e visual merchandising, legando il tutto con un tocco di poesia e creando paesaggi onirici e futuristici, saturi di colore. Tra i brand che hanno scelto di collaborare con lei ci sono colossi del lusso come Cartier, Christian Louboutin, Giorgio Armani o Yves Saint Laurent, sperimentatori come Victor & Rolf o Issey Miyake e multinazionali del beauty come Guerlain o Lancôme. Tutti restano conquistati dall’inventiva e dalla precisione realizzativa di Maud, che sa trasformare un semplice foglio di carta in un oggetto unico e prezioso. L’abbiamo intervistata.
Ecco cosa ci ha detto di sé.

A quali progetti stai lavorando in questo momento?
Ho appena terminato un progetto per il profumo Flower by Kenzo. Dovevo reinterpretare il celebre fiore di papavero simbolo della fragranza, creandone una versione tridimensionale realizzata in carta. Lavorare con il team dell’azienda è stato magnifico e adoro il risultato che abbiamo ottenuto. È stato un lavoro praticamente perfetto!

Come è nata la tua passione per l’arte?
Quando ero piccola sognavo di poter avere, da adulta, un lavoro che mi permettesse di disegnare. Per me quello era l’impiego perfetto! È per questo che ho iniziato a studiare arte ed è così che sono diventata una designer.

Quale è la parte del tuo lavoro che ami di più?
La parte che preferisco, che poi è anche la più complicata, è la sfida creativa che ogni volta mi trovo di fronte. In ciascun progetto devo fare delle valutazioni, trovare tecniche mai utilizzate prima, creare una nuova estetica. Quando un cliente mi contatta, sono sempre entusiasta all’idea di poter inventare con lui una storia diversa, un concept che possa andare incontro alle sue esigenze. Ogni progetto è una occasione unica per inventare nuovi design, grafismi e abbinamenti di colore. Lo adoro!

Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
L’ispirazione può arrivare da tanti ambiti. A volte creo una lista di temi da esplorare e che magari mi possono dare l’idea giusta, ad esempio studiando diverse culture estetiche, magari i pattern russi o africani. Altre volte non ho idea di dove fare ricerca e la soluzione arriva semplicemente dalla mia immaginazione o esplode da qualche ricordo. La maggior parte delle volte, comunque, l’idea giusta giunge in maniera inaspettata.

Con chi vorresti collaborare?
Diciamo che il progetto dei miei sogni è avere carta bianca e poter decidere ciò che voglio. In questo modo posso far coincidere il mio mondo con l’universo creativo del cliente. Ci sono tantissimi brand per i quali vorrei lavorare, credo che sia impossibile per me citare un solo nome...

I grossi marchi ti forniscono dei brief molto precisi o ti lasciano libera di creare ciò che preferisci?
Dipende. Alcuni di loro vogliono che io sviluppi una mia visione del concept, mentre altri sono estremamente specifici nelle indicazioni.

Quale è stata la grande occasione della tua carriera?
Il punto di svolta c’è stato quando sono stata selezionata nel concorso “Talent à la carte”. Questo ha fatto sì che io potessi presentare il mio lavoro a Maison & Objects, la fiera di Parigi dedicata all’arredamento di interni. Lì ho conosciuto molte persone e ho iniziato così a lavorare per i grossi brand.

In quale settore preferisci lavorare? Scenografia, visual merchandising o design?
La vera sfida è riuscire a progredire e migliorare sempre, in ciascuno degli ambiti in cui opero. Ogni progetto, ogni creazione artistica che termino è quasi sempre una vittoria.

Che consiglio daresti ai creativi che vorrebbero fare il tuo stesso lavoro?
Gli direi di seguire i propri sogni. Di continuare a provare, sempre. E non mollare. 

Hai lavorato per grandi marchi, come Louboutin, YSL o Lancôme. Quale dei progetti che hai realizzato per loro ricordi con più orgoglio?
Questo tipo di collaborazione consiste sempre in progetti molto ambiziosi. Diciamo che quelli che ricordo con maggiore affetto sono quelli che poi vengono realizzati in grossi formati, magari messi nelle stazioni della metropolitana, oppure stampati sui giornali. E un’altra cosa che mi rende sempre molto orgogliosa è quando finisco di allestire una vetrina.

Ci racconti un aneddoto relativo al tuo lavoro?
Agli esordi lavoravo in casa. Il mio gatto era senza dubbio il più grande fan che avevo. Era abituato a stare sulla mia scrivania e mi osservava lavorare tutto il giorno, dandomi anche tanta positività per affrontare il lavoro. Ogni tanto, però, si addormentava sulla carta ed era impossibile svegliarlo per farlo alzare e continuare a tagliare i fogli!

Che rapporto hai con i social network? Li utilizzi per il tuo lavoro e per trovare collaborazioni?
Sui social come Instagram o Facebook condivido i lavori che faccio e la vita che conduco nel mio studio. Posto foto dei work in progress. È un'occasione per mostrare agli altri ciò che fai, ma anche per scoprire tanti altri talenti in giro per il mondo. Ovviamente ciò mi permette anche di instaurare rapporti e conoscere gente. Alcuni mesi fa ho incontrato un’artista australiana che lavora con la carta come me e che mi aveva cercata su internet. È stato molto divertente conoscere la persona che si nascondeva dietro a dei lavori che mi piacevano, ma che fino a quel momento, per me, erano rimasti solo "virtuali".

Intervista di Barbara Palladino

© Maud Vantours

 

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