Incontriamo l’illustratrice Olimpia Zagnoli il giorno del suo ventisettesimo compleanno. Nello studio milanese ci racconta con passione la sua storia dietro un paio di spessi occhiali rossi che sembrano disegnati a pennarello. 

Olimpia Zagnoli nasce a Reggio Emilia, dove inizia a disegnare da subito. Dopo il diploma all’Istituto Europeo di Design a Milano, fa del disegno una professione, fino alle collaborazioni con le prestigiose testate newyorchesi. Oggi ha un portfolio ricchissimo e un cassetto che straripa di progetti, fra cui diverse idee per la moda, un libro e l’art direction di una rivista per bambini su iPad. 


Quando hai capito di aver trovato la tua strada come illustratrice?

Ho sempre disegnato. A casa, a scuola, a lezione. Probabilmente all'inizio lo facevo in modo inconscio e con scarsi risultati, ma quello che so è che non ho mai desiderato fare altro. Pur non avendo alcuna base di disegno (ho fatto il liceo classico), ho deciso di iscrivermi all'Istituto Europeo di Design dove ho avuto modo di lavorare continuativamente su diversi aspetti del disegno e sviluppare una certa confidenza con il mezzo. La vera libertà e lo sviluppo di uno stile più personale però, è avvenuto quando ho terminato gli studi e ho cominciato a relazionarmi con il mondo del lavoro.
LTVs, Olimpia Zagnoli
Illustrazioni per The Good Guide To Living Better

Il lavoro che ti ha lanciato?
Più che un lavoro in particolare, è stata l’esperienza a New York a sbloccarmi sia mentalmente che dal punto di vista lavorativo. Lì ho trovato un ambiente di lavoro più dinamico e fresco rispetto a quello italiano e sicuramente questo mi ha giovato molto. Anche creativamente.

Come fa a vivere (o sopravvivere) un'illustratrice free-lance?
Non è facile, specialmente all'inizio. Bisogna essere in grado di creare un flusso di lavoro continuo che ti permetta di coprire i momenti di minore attività. L'importante è essere determinati, non demordere e mettere in conto di dover aspettare qualche anno prima che questo accada.
LTVs, Olimpia Zagnoli
Illustrazioni per The Guardian, 2010

Sei di Reggio Emilia e da bambina hai frequentato un asilo con un modello educativo innovativo. Ha contribuito alla tua formazione artistica?
Sì, certo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale i genitori di Reggio Emilia e dintorni hanno lavorato insieme per costruire un modello di asilo basato su un'idea di comunità, di supporto reciproco e di indipendenza dei singoli. Un pensiero codificato in seguito da Loris Malaguzzi. Uno dei principi, tra gli altri, è quello di aiutare i bambini a sviluppare i 5 sensi. Devono poter fare, toccare e annusare ogni cosa, entro dei limiti, ma con grande libertà. Avevamo cucine dove preparare da mangiare dopo aver raccolto gli ingredienti nell'orto che potevamo coltivare. Facevamo addirittura la salsa di pomodoro in casa! Un altro aspetto molto interessante, è che tutti gli asilo di Reggio Emilia prevedono un atelier e un atelierista. L'atelierista è artista ed educatore al contempo, aiutano i bambini a entrare nel mondo dell'arte, nel senso ampio del termine. Ricordo che lavoravo su tele con smalti, punteruoli, acrilici, tempere, pongo e fu un'esperienza molto importante, ancora viva in me. 

LTVs, Olimpia Zagnoli
Illustrazioni per Il Sole 24 Ore - Domenicale

E i tuoi genitori, entrambi artisti, come hanno influenzato il tuo percorso?
Da un lato mi hanno influenzato artisticamente perché ho potuto vederli creare fin da piccola, dall'altro mi hanno supportato nella scelta di fare questo lavoro. È stato importante avere avuto il loro appoggio durante gli anni e non avere avuto il timore di rischiare.

Quali sono i tuoi nutrimenti principali?
La musica è sicuramente un discreto pozzo d'ispirazione. Poi c'è il cinema (mi piace molto quello francese degli anni 60) ma anche l'animazione dei primi corti della Disney (Silly Simphonies). La scienza è un mondo meraviglioso da esplorare e ricco di spunti interessanti per le mie illustrazioni. Inoltre, nonostante io sia una lettrice pigra, anche la letteratura mi fornisce moltissime idee.
LTVs, Olimpia Zagnoli
Illustrazione per la sezione "Scienze e Tecnologia" di Internazionale

I tuoi più grandi maestri dell'illustrazione?
Chiamarli soltanto illustratori è poco, ma fra i tanti direi Saul Steinberg, Sergio Tofano, Paul Rand, Pino Tovaglia, Erberto Carboni, Saul Bass e Guido Scarabottolo.

A proposito di Italia, oggi chi ha secondo te una voce davvero originale?
Tra i giovani mi piace molto Valerio Vidali. Ha un immaginario romantico, sporco e pulito al tempo stesso. Poi mi piacciono i lavori di Alessandro Sanna per la loro semplicità ed effetto, quelli di Philip Giordano per la loro linea sottile e il sapore esotico e quelli di Matteo Perazzoli perchè è un pazzo. E poi tanti altri, l'italia è piena di bravi illustratori più o meno nascosti.
LTVs, Olimpia Zagnoli
Lavori selezionati per Bologna Children Bookfair, 2007

E in Usa?
Mi piacciono gli illustratori che hanno qualcosa da dire e che trovano delle soluzioni interessanti per dirlo. Una tra loro è Jennifer Daniel, una grafica/illustratice/art-director che ha lavorato tanto per il New York Times e una miriade di altri clienti. Il suo lavoro è geniale, al femminile e mai banale. Altri illustratori che mi piacciono molto sono Chris Silas Neal, Frank Chimero, Tad Carpenter e la smetto o la lista diventa troppo lunga.

Il tuo stile potrebbe un giorno declinarsi su altri generi, per esempio nel graphic journalism?
Mi piace molto l'idea di confrontarmi con cose che non ho mai fatto. Non pongo alcun limite al mio lavoro. Quindi perchè no!
LTVs, Olimpia Zagnoli
Lavori selezionati per Bologna Children Bookfair, 2007

Hai illustrato le icone dell'app iPhone "The Scoop" per il New York Times. Ci racconti questa esperienza?
The Scoop è una piccola guida portatile di New York per iPhone. Mi sono state commissionate dal New York Times una cover e una serie di icone per le varie categorie. Non avevo mai lavorato su un supporto del genere e non possedevo ancora un iPhone, quindi non potevo immaginarmi davvero il risultato, ma è andata bene! La collaborazione prosegue ancora e l'applicazione sta avendo un certo successo.

Hai lavorato anche per l’industria discografica?
Ho cominciato da poco, ma è una cosa che mi diverte molto. L'11 febbraio è uscito il nuovo disco dei Green Like July, un gruppo folk rock di Alessandria, per il quale ho creato una copertina sullo stile dei vecchi quadretti "home sweet home". Il 21 Marzo uscirà il nuovo disco degli Ex-Otago, gruppo indie-pop di Genova per il quale ho illustrato una copertina color senape e a breve dovrebbe uscire anche un 7" illustrato degli Home su Tannen Records.
LTVs, Olimpia Zagnoli



Dopo le t-shirt con Le Raclet come vorresti proseguire la tua collaborazione con il mondo della moda?
Per ora ho avuto l'occasione di lavorare con Le Raclet, Gusella e Bastard a grafiche per t-shirt. Mi piacerebbe però lavorare sempre di più con la moda. Il mio sogno sarebbe creare dei foulard per qualche stilista interessante. Ci sto lavorando!

A Milano hai disegnato sulla vetrina dello showroom di Molteni. Cosa cambia quando colori un foglio così grande e trasparente?
Mi piace molto staccare il disegno dalla bidimensionalità del foglio e vederlo applicato ad altri supporti. La collaborazione con Molteni è nata quando hanno visto i miei lavori fatti sulle vetrine di una piccola galleria di Barcellona chiamata Duduà. Con Molteni ho avuto la possibilità di lavorare nel loro showroom di Londra e Milano, disegnando direttamente sulle vetrine. Ma ho anche approfondito un altro progetto personale che consiste in una serie di esperimenti tipografici eseguiti con i gessetti sui marciapiedi, dai quali è poi nato un libro fotografico.
LTVs, Olimpia Zagnoli
Icone per l'app iPhone "The Scoop" del New York Times


Progetti futuri che mischiano media diversi?
Sono da poco diventata art director di Timbuktu, la prima rivista su iPad per bambini. Sarà una rivista in inglese, quindi internazionale, a breve disponibile su iTunes. La rivista ha molti contenuti interessanti e divertenti, mantiene il gusto per le belle riviste cartacee ma con quel guizzo tecnologico in più.

Se dovessi illustrare la tipografia del sito Lancia TrendVisions, come la disegneresti?
La cosa interessante delle grandi aziende italiane è la possibilità di riscoprire la storia del marchio, la tipografia o i colori e le forme originali. Nel caso di Lancia, sarebbe interessante andare a ripescare tutti i colori delle carrozzerie di un tempo e fare una ricerca su quella che era la tipografia utilizzata inizialmente, per modificarla ma mantenendo un gusto retrò.
LTVs, Olimpia Zagnoli
"My life in 23 Yoga poses" per The New York Times Book Review


I festival di illustrazione a cui un aspirante illustratore non deve mancare?
Se vi interessa l'illustrazione per l'infanzia, in Italia c'è ogni anno il Bologna Children Book Fair e poi le varie fiere del libro in giro per il mondo (Londra e Francoforte per esempio). Mentre per i concorsi ai quali partecipare consiglierei American Illustration e Society of Illustrators per quanto riguarda gli Stati Uniti.


Progetti futuri?
Tra i progetti futuri ho quello di finire il libro al quale sto lavorando, cominciare a suonare il piano, tornare a occuparmi di progetti personali autoprodotti e come dicevo prima, provare a lavorare con la moda. E sto anche cercando casa!
LTVs, Olimpia Zagnoli
Copertina della Weekend Section del Washington Post

Foto © olimpiazagnoli.com