jonathan calugi, ltvs, lancia trendvisions

Dal 2010 lo teniamo sott’occhio. Lui e le sue spassose illustrazioni-jungla, che tanto ci ricordano “Dov’è Wally?”. Li guardi e l’occhio si perde in cerca dell’ennesimo dettaglio o personaggio nascosto. Oggi Jonathan torna alla carica spiazzandoci con una serie di disegni essenziali, ridotti a pochissime linee e forme geometriche danzanti intorno a una magia compositiva.

Gli elementi sono sempre quelli, i suoi compagni d’avventura: font, personaggi, colori e figure positive, nascoste dietro una selva intricata, sconcertante ma mai respingente. Questa volta però, Jonathan punta la lente sui singoli componenti e ci mostra la loro densità interna. Con un proposito: trovare la riduzione massima, per permettere a tutti, con la fatica minima, di riprodurre l’idea creativa.

Lo scarabocchio per Calugi è un gesto ossessivo, estetico e narrativo, un viaggio che spalanca su un mondo dove l’osservatore può trovare il suo itinerario. Storytelling multi-strato, la chiamano gli specialisti. Noi proviamo a spiegaverlo così: immaginate una lettera e un libro. Quale dei due può raccontare un mondo più in profondità? Per Calugi, se lo conoscete un po’, la sfida è raccontarlo con una lettera sola. La semplicità è complessità, e viceversa.

Foto via happyloverstown.eu

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