Kelly England: da icona delle passerelle all’imprenditoria Made in China
Photo: Paolo Guadagnin

Ha alle spalle più di dieci anni come modella e ha prestato il volto a campagne internazionali per brand come Chopard o Lancôme, comparendo in più di duecento editoriali su magazine come “Vogue”, “Marie Claire”, “Just Seventeen”, “Cosmopolitan” e “Noblesse”. Consacrata da Shu Uemura, vero e proprio guru della bellezza, che l’ha poi voluta come propria musa, Kelly England è stata la prima modella a gestire un blog a tema moda. Dopo aver calcato le passerelle a Parigi, Londra, Tokyo, Milano, Shanghai, Hong Kong e  Singapore, oggi, è diventata una protagonista del fashion world Made in China. Nel 2008 ha infatti lanciato la propria casa editrice e collabora con brand internazionali nel loro posizionamento nel mercato cinese, operando su branding, licensing, media and celebrity endorsement. Kelly England è stata nominata British Fashion Ambassador e quest’anno la rivista  “Elle” la definita come “the most powerful woman in fashion in China”.
Siamo andati a scambiare quattro chiacchiere con lei, per conoscerla meglio. Ecco cosa ci ha raccontato…

 

Photo: Paolo Guadagnin

Come è nata la tua passione per la moda?
Sono cresciuta in un paesino di campagna nello Staffordshire, nel Regno Unito. La vita era tradizionale, indossavo stivali di gomma e trascorrevo il mio tempo con i cavalli. Guardavo Fashion TV (FTV) e immagino che quella sia stata la prima introduzione alla moda. Ammiravo le sfilate e le interviste ai designer. Anche le riviste hanno avuto su di me un'enorme influenza e leggevo tutti i nomi di fotografi, modelle e truccatori. Quando sono stata scoperta da un agente della Models One di Londra, mentre mi trovato a Covent Garden in gita scolastica, sono rimasta davvero sorpresa ed entusiasta di poter lavorare con persone così creative. E’ stato come una magia.

A cosa stai lavorando in questo periodo?
Sono sempre impegnata su diversi progetti. Ciò che al momento mi sta appassionando sono la moda di ultima generazione e i nuovi materiali “cruelty free”. Ci sono molte aziende che lavorano per proteggere l'ambiente e gli animali e voglio far parte di ciò. Prada, Giorgio Armani, Stella McCartney, Calvin Klein, Vivienne Westwood, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger hanno detto addio alle pellicce vere e in questo leggo un grande cambiamento.

In che modo la tua azienda opera aiutando i marchi internazionali a entrare e crescere nel mercato cinese?
Ho avuto la fortuna di essere stata una delle prime modelle internazionali a lavorare in Cina e molte delle persone con le quali collaboravo allora, sono le stesse con cui continuo a farlo oggi. Al momento abbiamo tre uffici e lanciamo costantemente marchi di lusso in questo paese. Ogni progetto è diverso e siamo orgogliosi di aver lavorato praticamente con tutti: HYATT, Benefit Cosmetics, Haig Club (David Beckham), Salvatore Ferragamo. Amo quello che faccio. La squadra con la quale lavoro è incredibile e mi aiuta a concretizzare le mie idee.

Anni fa hai aperto uno dei primi blog per modelli. Perché questa decisione?
Ho iniziato molto presto, in modo che i clienti e le agenzie di tutto il mondo potessero restare aggiornati sui miei lavori. All’epoca la maggior parte delle modelle lasciava che fossero gli agenti ad occuparsene. Ho iniziato a ricevere centinaia di e-mail da modelli e, spesso, anche dalle loro madri. Quando non avevo il tempo di rispondere singolarmente, scrivevo articoli con consigli alle new faces di tutto il mondo. Ho iniziato così.

 

Cosa ricordi degli anni da modella?
Sono stata fortunata a lavorare per dieci anni, cosa ora piuttosto inusuale, dato che l’impiego lavorativo di un modello si sta sempre più accorciando. A quei tempi non facevo altro che casting e servizi fotografici. Ho sempre pensato che potesse finire da un momento all’altro, quindi non prendevo pause e lavoravo sodo. Mi svegliavo spesso al mattino non sapendo in quale paese fossi. Il mio primo contratto è stato a Tokyo per due mesi con la Saturo Model Agency. All’epoca mi davano un fisso, una bella somma per una diciassettenne. Ero continuamente in giro per scattare e per campagne beauty. Non ero mai stata in Asia, né avevo qualcuno che conoscessi, quindi mi sentivo come Alice nel Paese delle Meraviglie. O forse più come “Lost in Translation”! Passare da un villaggio di campagna a un'agenzia di prim'ordine con modelli glamour e di successo provenienti da tutto il mondo è stato uno shock enorme, molto emozionante. Lavorare come modella è come trovarsi alle Olimpiadi o a "X Factor" ogni giorno. Fare casting per dieci ore al giorno è estenuante. Sono stata fortunata che il signor Shu Uemura mi abbia lanciato, mi ha dato modo di spiccare il volo.

 

Senti mai la mancanza di quel periodo?
Sono molto grata per la mia carriera di modella. Ho incontrato gente fantastica e creativa e ho avuto tante opportunità. Ho conosciuto persone che oggi fanno parte della mia vita. Anche se ora non lavoro più come modella, devo dire che la vita non mi è cambiata poi tanto, perché anche lavorando nel dietro le quinte posso avere soddisfazioni. Anzi, forse sono più davanti alle telecamere di quanto non mi aspettassi, perché la gente è interessata a conoscere i dettagli di chi ha calcato le passerelle e poi è diventata imprenditrice.

Che consiglio daresti alle ragazze che sognano un futuro da modella?
Dico sempre di prendere sul serio i social media. Poter comunicare direttamente con i marchi è una cosa stupenda. In passato le modelle avevano facoltà di parola solo quando venivano prese per una campagna e, anche in quel caso, potevano solo passare il messaggio del brand. Consiglio di creare post freschi e puliti, ragionando in un’ottica globale, piuttosto che pensare a fare picchi di traffico ma con contenuti rischiosi.

In passato sei stata testimonial di grandi marchi come Shu Uemura, Chopard, Lancôme. Cosa hai imparato da queste esperienze?
Tutto quello che faccio oggi l’ho imparato dai migliori. Quando lavori con i fondatori delle aziende, tutto è molto più stimolante. Ad esempio, Shu Uemura ha costruito la propria azienda da zero e, dopo una carriera come truccatore, ha creato una collezione di trucchi altamente tecnica che era avanti anni luce per quei tempi. Ogni modello vorrebbe avere i suoi prodotti (specialmente il piegaciglia e la crema stroboscopica) e si sentirebbe in soggezione ad essere truccato da lui, perché era una leggenda vivente e molto esigente sul lavoro. A quei tempi i make-up artist non creavano linee di beauty, ciò che ha fatto lui era rivoluzionario. Credo che una cosa del genere ci insegni a non avere limiti e a fare bene ciò che si ama.

C’è una persona che ha cambiato la tua carriera?
Quelli che mi hanno aiutato sono tanti. Sono felice di essere stata scoperta da Models One durante una gita scolastica a Londra, perché senza di loro la mia vita sarebbe stata sicuramente diversa. Credo di avere un angelo custode, perché ho avuto la fortuna di lavorare in giro per il mondo con clienti, agenti e fotografi molto professionali e che sono stati per me di grande supporto.

Ci racconti un “dietro le quinte” che nessuno sa?
Ne avrei talmente tanti! Il primo booker mi consigliò di non portare mai i miei problemi in uno studio fotografico, di essere di buon umore e professionale. Sembra semplice, ma non avete idea di quante modelle pensino sia giusto arrivare e spettegolare sui loro fidanzati o agenti. E’ importante essere educati con tutti, specialmente con i runner o gli assistenti, perché sono loro a fare il grosso del lavoro e non ricevono mai abbastanza riconoscimenti. E, inoltre, tra qualche anno saranno loro a lavorare in prima persona. Infine, credo sia molto importante conoscere il proprio valore e ottenere i compensi che si desiderano, ma allo stesso tempo prendere dei lavori che aiutino la carriera. Un buon agente è sicuramente di grande aiuto, ma bisogna sapere bene cosa si vuole.

Viaggi molto e hai lavorato per anni in tutto il mondo. Quali sono, secondo te, le differenze tra il sistema moda cinese e quello degli altri paesi?
I cinesi sono orgogliosi della loro cultura e hanno tanti stilisti eccezionali, come Guo Pei. La Cina ama i marchi internazionali e il loro amore per l'Italia è particolarmente forte. Sempre più persone vogliono comprare direttamente nel paese di origine dei brand, il che è un’ottima cosa per il business della moda, in particolare Londra, Milano, Madrid e Parigi. I cinesi sono molto veloci e sanno subito se un marchio gli piace. Vogliono sapere tutto sul processo di progettazione. Qui bisogna fare le cose bene sin dall’inizio, perché la prima impressione è quella che conta. Inoltre tengono molto all’heritage del brand, anche se chiaramente quello da solo non basta e bisogna innovare continuamente. I cinesi vogliono cose nuove, le migliori, con la qualità più alta possibile.

Quale è il concetto cinese di "bellezza"?
Le donne qui prendono molto sul serio la bellezza e investono in tutto ciò che è necessario per migliorarsi. Comprendono anche molto bene quanto influiscano l’alimentazione e lo stile di vita e che il make-up è solo la ciliegina sulla torta. La maggior parte delle mie amiche cinesi (me inclusa) vanno da un esperto di agopuntura ogni settimana e utilizzano erbe e the per sentirsi meglio. Le cinesi amano ascoltare consigli a tema beauty da tutto il mondo e si entusiasmano in particolare modo nel riceverli da italiani, francesi, inglesi e coreani.

Qual è il tuo sogno professionale?
Da quando ho iniziato, ho sempre voluto essere libera e indipendente. Posso decidere la mia agenda e scegliere i collaboratori, so cosa fare e in che modo farlo. Ritengo che questo sia un grande privilegio e mi sento fortunata. Voglio solo continuare a godermi queste opportunità straordinarie.

Sei stata nominata ”British Fashion Ambassador". Avverti una sorta di responsabilità in questo?
E’ un onore rappresentare il meglio degli inglesi in tutto il mondo e prendo questo impegno sul serio. Ho fatto un discorso a nome del British Council per ispirare altre donne a seguire i propri sogni. Faccio del mio meglio per sostenere e promuovere il design, l'arte e la cultura inglesi. Molti dei marchi che ho aiutato in Cina sono stati lieti di essere guidati o presentati alle persone giuste per realizzare grandi progetti.

Hai collaborato anche con marchi italiani come Dolce & Gabbana o Donatella Versace ...
L’Italia è il paese dove stile e la passione sono in prima linea. Dolce & Gabbana hanno recentemente tenuto show di Alta Moda a Hong Kong, Pechino e Tokyo, portando qui la loro arte unica. Stefano Gabbana è un grande talento, disposto a mostrare la sua vera personalità piena di calore e gioia. Anche le storie che mette su Instagram sono divertenti... Adoro i suoi video di fitness! Donatella è un'icona di altissimo livello e irradia energia positiva e forza. Sono stato molto fortunato ad aver trascorso del tempo con queste tre icone della moda italiana e ho trovato la loro presenza molto stimolante.

C'è un consiglio che daresti ai giovani che vogliono lavorare nella moda?
Credo sia importante fare esperienza ovunque sia possibile, per imparare. Fate domande, lavorate sodo, restate fino alla fine, rendetevi utili. E’ anche importante decidere se si vuole essere “commerciali” o meno, dato che molti dimenticano che questo è business e bisogna vendere. Cercate di capire cosa vuole la gente e trovate un vostro posto. La moda è inarrestabile ed eccitante, ma è anche un lavoro duro. Parlando di ciò che andrà nel prossimo periodo, penso ci sarà molta crescita per la moda ecosostenibile, di tipo vegano. Dovremmo prendere come ispirazione brand quali  Stella McCartney, Tesla e Formula E (l'Electric Street Racing Series).

La rivista Elle ti ha definito "la donna più potente della moda in Cina". Cosa pensi di questa definizione?
Quando mi è stato inviato l'articolo, mi sono sentita sorpresa e onorata. Apprezzo davvero chi mi sostiene. In tutto il mondo ci sono tante donne che fanno grandi cose e che ammiro, come Natalie Massenet, Wendy Yu, Payal Shah Parikh, Silvia Grilli, Chen Man, Victoria Beckham… Ma credo di essere solo all’inizio del mio lavoro. Sono certa che questo 2018 porterà tante novità.

Intervista di Barbara Palladino

© Kelly England

 

Photo: Paolo Guadagnin
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