Le ragazze di Camp Design Gallery
Di Paolo Spalluto “Naked Raku” © Camp Design Gallery

I casi della vita: Beatrice Bianco, 32 anni, e Valentina Lucio, 33, si incontrano per la prima volta alla fiera Design Miami del 2012, dove sono vicine di stand. Per una serie di circostanze, si trovano poi a lavorare insieme in ambito galleristico, esplorando diverse realtà tra l'estero e l'Italia. Un'esperienza proficua che, dopo essersi licenziate dai rispettivi lavori, le fa trovare d'accordo su un punto: fondare una propria galleria dedicata al design contemporaneo, facendo della crisi un trampolino di lancio. Nasce così Camp Design Gallery: specializzata in art-design, si propone di investigare la cultura materiale, rinnovando il concetto di progettazione e produzione. A circa un anno dall'inaugurazione, le due giovani galleriste stanno raccogliendo i frutti di mesi di intenso lavoro.

Cosa caratterizza il progetto Camp Design Gallery? Volevamo approfondire il nostro pensiero sul design da collezione contemporaneo. La nostra galleria produce ed espone pezzi unici ed edizioni limitate realizzate dai più innovativi designer, artisti e architetti internazionali. Camp oltrepassa i canonici limiti tra arte e design in nome di opere di design uniche, esclusive e differenti che possono essere collezionate, ma anche fruite quotidianamente negli spazi abitativi.

Guardando agli artisti con cui avete collaborato, di quali siete maggiormente fiere? Siamo molto orgogliose di tutti i progetti che abbiamo commissionato ad Analogia Project, David Lindberg, Paolo Spalluto e Veronica Todisco. Ognuno di questi è stato realizzato in collaborazione con i più innovativi designer, artisti e architetti italiani ed internazionali. Tutti in esclusiva per Camp.
 

Di David Lindberg “Sandstorm” © Camp Design Gallery

Come avviene questo lavoro? 
La galleria segue insieme ai designer ogni progetto, dalla ricerca alla produzione. I percorsi che andiamo ad attivare sono linee guida per una ricerca rivolta ad approfondire le connessioni tra i due aspetti fondamentali del design da collezione: la funzionalità e l’estetica/creatività. L’alta qualità di realizzazione di ogni pezzo, spesso realizzata in collaborazione con le migliori maestranze italiane, rendono ogni pezzo una storia a sé.

Se poteste vivere la vita di un creativo per un giorno, chi scegliereste?
Valentina: Scelgo Job Smeets di Studio Job, per vivere in prima persona il suo affascinante processo creativo. Smeets e Tynagel sono stati definiti “pionieri della cultura contemporanea”: hanno il merito di aver rivoluzionato i preconcetti che vedono divisi i mondi dell’arte e del design.
Beatrice: Scelgo Keith Haring. È sicuramente stato uno dei più grandi comunicatori del secolo scorso.

L'ingresso di Camp Design Gallery in Via Giovanni Segantin 71 a Milano

Quali sono i lati positivi e negativi di questo lavoro? 
L’aspetto entusiasmante sta nel continuo scambio di idee che avviene durante la realizzazione di ogni progetto e la bella sensazione di far parte di un movimento culturale che si sta evolvendo. Lato negativo: la burocrazia.

Avete notato dei cambiamenti nel campo della progettazione nel corso degli ultimi anni? Si è sviluppato un interesse sempre maggiore per il design, gli eventi dedicati sono cresciuti in numero e qualità. Ora sono veramente moltissime le fiere, le Design Weeks e gli appuntamenti annuali in tutto il mondo. Quel che manca è un sistema del design chiaro e una critica più costruttiva da parte degli esperti: curatori, giornalisti, critici. I designer hanno più coscienza della loro necessità artistica e questo si vede poi nei pezzi.

C'è stato un punto cruciale nella vostra carriera? Quando ci siamo licenziate. È a quel punto che abbiamo deciso di volerci dare da fare da sole.

Di Veronica Todisco “Adaptations: Table Lamp” © Jeremias Morandell


Come avviene il processo di scouting? 
Con un mix di continuo aggiornamento, studio e ricerca. Studiamo a fondo le ragioni di ogni processo creativo, cercando di tradurle un linguaggio tecnico e sperimentale.

Cosa pensate dei designer che cercano di essere trendy? 
Rischiano di nascondere profonde insicurezze senza concentrarsi sulla qualità della propria ricerca e lavoro.

C'è una mostra che avete amato in particolare quest'anno? 
“Doubt” di Carsten Hoeller all’Hangar Bicocca.

Una vostra giornata tipo al lavoro. 
La cosa bella di quest'attività è che non c’è un giorno uguale all’altro.

Come definireste la vostra galleria? 
Un’impresa eccezionale!

Qual è il vostro più grande talento? 
La coesione e il confronto costruttivo: elementi che non mancano mai.

Raccontateci i vostri progetti più recenti. 
Abbiamo presentato il nuovo progetto di Analogia Project “Bestiary”, ispirato all’architettura romanica e realizzato in collaborazione con eccellenze dell’artigianato italiano, Alessio Sarri per gli elementi in ceramica e Mariantonia Urru per il tappeto. Prossimamente lavoreremo su progetti curatoriali e collaborazioni con fondazioni d’arte.

Alcuni indirizzi tra i vostri preferiti. 
Villa I Bossi, un bellissimo luogo immerso nella campagna toscana vicino Arezzo. Masseria Mattiani, in Salento, per ritrovare l’essenziale. Le sagre di paese: per sentirsi trasportati in un film di Fellini.

Come descrivereste casa vostra?
Valentina: È il mio parco dei divertimenti, ogni oggetto ha una sua storia, soprattutto la mia collezione di nani da giardino.
Beatrice: È il mio rifugio, dove posso dedicarmi alle piante e ai fiori.

Il vostro motto di vita? 
Go go go!

Un designer che vi piacerebbe aver scoperto per prime. 
I fratelli Campana: sono avanguardisti nei loro progetti.

Un sogno nel cassetto. 
Ci piacerebbe molto collaborare per una mostra insieme a Carpenters Workshop Gallery.
 

Interivsta di Marzia Nicolini
Foto via Camp Design Gallery
Foto ritratto di Lara Locatelli

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