Leatrice Eiseman: The International Color Guru

E’ alla guida dell’Eiseman Center for Color Information and Training ed è Executive Director del Pantone® Color Institute, ovvero l’istituzione che ogni dodici mesi decide quale sarà il “Colore dell’Anno” successivo, pubblicando report e ricerche di settore, influenzando di fatto le scelte in fatto di moda, arredamento, product design e arti visive a livello mondiale. Leatrice Eiseman è una vera autorità in fatto di colore. "Home Furnishing Now" l’ha inserita per il quinto anno consecutivo tra i cinquanta “Top Style Makers” mondiali, mentre "HFN" l’ha posizionata prima di Steve Jobs tra i dieci “Outsider Influencers” più importanti del globo. “Fortune Magazine” e “Wall Street Journal” hanno definito Lee come una delle menti più influenti del suo settore professionale. Autrice di nove libri sull’argomento, la Leiseman collabora con aziende e privati per consulenze in color trend forecasting, brand color development, custom color solutions e product palette selection. Il tutto seguendo la massima “laddove l’ottanta per cento delle esperienze umane passano attraverso la vista, la scelta delle nuance diventa fondamentale”. Abbiamo parlato con Leatrice Eiseman di questo e molto altro. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quando è nata la passione per il colore e come ha iniziato la sua carriera come Color Consultant?
E’ un amore che mi porto dietro da moltissimo tempo, sono sempre stata affascinata dal colore e ho da anni talento nel selezionare e combinare i colori. Credo che molto sia innato, così come lo è il saper disegnare o suonare uno strumento musicale sin da piccoli. Ma la ricerca, quando si lavora in questo ambiente, non finisce mai. Prima di diventare consulente ho lavorato a lungo come insegnante. Ogni volta che entravo in classe e annunciavo che avremmo fatto una lezione sul colore, nasceva sempre un grande entusiasmo. Io stessa poi ho studiato molto, perché questo settore richiede un costante aggiornamento.

Viene spesso inserita tra le personalità creative più influenti al mondo. Cosa prova al riguardo?
Sono molto felice, ma allo stesso tempo la voglio prendere con umiltà. Avverto sicuramente una responsabilità in questo, nel momento in cui le persone danno valore alla mia opinione e chiedono aiuto per realizzare un qualcosa.

Quale è stata la sfida più grande a livello professionale che si è trovata ad affrontare in questi anni?
Come accade alla maggior parte delle donne che hanno figli, probabilmente la cosa più difficile è stata dover mantenere un equilibrio tra vita professionale e privata e riuscire a portare a termine i miei compiti in ufficio, riservando del tempo di qualità da dedicare alla famiglia.

Quando un’azienda le chiede una consulenza, quali sono, in genere, gli step che affrontate insieme?
Molto dipende dal tipo di azienda e da quanto il messaggio che essa vuole comunicare sia ricercato. Ci chiediamo quale sia il target di riferimento, se dobbiamo proporre un prodotto nuovo o rilanciarne uno già esistente, quali siano le sue caratteristiche e i maggiori competitor sul mercato. Sapere dove verrà venduto, ad esempio, sembra ovvio, ma è fondamentale. Dopo aver risposto a tutte queste domande, solo allora inizio ad intervenire con la mia esperienza.

Il Colore dell’Anno viene selezionato analizzando sentimenti e attitude dei consumatori e della società, condensandoli in una tonalità che sintetizzi tutto ciò. Che tipo di approccio avete nella scelta finale?
Il procedimento esatto è segreto e proprietà di Pantone, ma sicuramente posso parlarne in generale. Analizziamo a fondo comportamenti, opinioni, sentimenti dei consumatori e ciclicamente rivediamo una lista delle tonalità più amate e aggiorniamo la loro storia. La nostra ricerca include i settori più svariati: cinema, arte e il mondo dell’intrattenimento in generale, gli eventi sportivi, la moda, il beauty, la situazione socio-economica e molte altre aree che secondo noi meritano di essere studiate da un punto di vista internazionale. Studiando territori nuovi e anche diversi tra loro possiamo capire l’uso che viene fatto del colore e trarre delle conclusioni.  

 

In un’intervista ha dichiarato che il Greenery, Colore dell’Anno 2017, rappresenta un desiderio di benessere ed evasione dallo stress di tutti i giorni, dove siamo obbligati ad essere sempre connessi, mentre il suo sottotono giallo esprime “speranza”. Anche la tonalità che avete scelto per il 2016, ovvero Quartz & Serenity, rispondeva ad una necessità simile. Tenendo conto che il mondo in cui viviamo attraversa un periodo molto complicato, a suo parere, il trend per il 2018 sarà ancora quello di proporre una tonalità che parli di pace, fiducia e tranquillità?
Ascoltiamo attentamente ciò che la gente ha da dire, i bisogni, le aspirazioni, ma teniamo conto anche delle opinioni e delle necessità dei designer. Il colore è un qualcosa di molto simbolico, che rappresenta una moltitudine di emozioni. Noi lo valutiamo da un punto di vista psicologico e scegliamo il Colore dell’Anno che meglio esprime questo insieme di bisogni e sentimenti. Il mondo di oggi è decisamente complicato, ma anche in frenetica evoluzione e forse è proprio per questo che la nostra scelta non seguirà sempre lo stesso trend, perché magari di indicatori di cui terremo conto per il 2018 ve ne saranno di nuovi e di diversi. Per fare un esempio, il verde esprime bene il bisogno di “respirare”, ma vi sono anche altre tonalità che possono raccontare questa necessità di rinnovamento e rinascita.

Quali tonalità suggerirebbe come abbinamenti al Greenery, nell’arredamento di interni o nella moda?
Le mie nuance preferite con il Greenery sono fucsia, prugna, melanzana, i rosi caldi o i bordeaux. Sono tonalità molto sofisticate che danno una certa complessità al tutto. Il Greenery si abbina molto bene anche ai toni neutri, ai rosa tenui, perché sono dei complementari e probabilmente più adatti a chi preferisce dei matching più semplici e meno impegnativi. 

Il Colore dell’Anno di Pantone viene determinato considerando come si evolve il mondo del colore e quali sono i sentimenti e i bisogni del pubblico. Quale categoria di tonalità pensa che la gente amerà nel prossimo periodo?
Molto del lavoro che faccio con Pantone serve proprio a definire il trend forecasting nel settore del colore e l’obiettivo è mettere in evidenza gli stili di vita che vanno per la maggiore e quali combinazioni di colore li mettono maggiormente in luce. Il modo in cui però le varie tonalità vengono percepite, accolte dal pubblico e poi utilizzate varia molto, perché ovviamente non tutti arredano o vestono allo stesso modo. In linea di massima noi creiamo delle “categorie” che mettiamo all’interno di otto palette, in modo che consumatori e designer possano identificare le parole che funzionano meglio per loro. Queste sono: Resourceful, che racconta il rinnovamento creativo e l’amore per il nuovo; Playful, ovvero gioia e colori vibranti; Discretion, che esprime un lusso discreto in tonalità medie; Verdure, un insieme di verdi freschi e frizzanti; Far Fetched, cioè ispirazioni da settori diversi che conducono ad abbinamenti inaspettati; Intricacy, stile metallico e pattern sofisticati; Intensity, la forza delle tonalità usate nella gioielleria; infine Tech-Nique, effetti di colore estremo, influenzati dalla tecnologia.

Quale ritiene sia il settore nel quale il colore ha maggiore importanza?
Fino a quindici/venti anni fa, il mondo della moda, del beauty e dell’arte erano senza dubbio quelli nei quali il colore faceva davvero la differenza. Tutto è cambiato quando il graphic design ha iniziato ad essere riconosciuto come forma d’arte e l’industrial design ha cominciato ad utilizzare molto di più il colore. In veste di Color Forecaster, ovviamente io devo tener conto di tutti i settori, perché l’ispirazione o lo spunto giusto possono arrivare dalle aree più disparate.

Se dovesse scegliere un colore che rappresenta bene il mondo attuale, proprio ora, nel momento in cui stiamo facendo questa intervista, quale direbbe?
Probabilmente resterei sempre su un verde, tenendo conto dell’attenzione che c’è ora per i cambiamenti climatici e il rispetto della natura e di quanto questi argomenti poi vengano poi simboleggiati proprio dal verde.

Pensa che la preferenza per un colore o un altro venga sempre influenzato dalla cultura? O vi sono alcune tonalità che sono universalmente amate?
La cultura conta sempre molto, ma da una prospettiva internazionale il colore viene messo in relazione con ciò che vediamo nel mondo e che ci aiuta a costruire una nostra prospettiva del colore. Un esempio è tutta la famiglia dei blu. In qualsiasi posto si viva, i blu chiari sono sempre evocativi di un cielo limpido, quelli scuri del crepuscolo. Ciò accade anche quando queste sfumature ricordano dei tabù, magari per motivi sociali o politici.

Quando lavorate sul Colore dell’Anno successivo, tenete in considerazione dei possibili abbinamenti con quello dei dodici mesi precedenti?
Si, facciamo sempre uno sforzo per integrarli. A volte possono nascere degli abbinamenti inaspettati, ma è proprio questo il bello del mio lavoro: creare dei matching che siano di impatto e ispirino i consumatori e il lavoro dei designer. Tra l’altro oggi la gente non ama molto buttare via vestiti e oggetti di arredamento, quindi uno dei miei obiettivi è far capire alle persone come poter coordinare il vecchio con il nuovo, mixando nostalgia e modernità, al fine di ottenere un risultato più eclettico. Ne ho parlato a lungo nel mio ultimo libro: “The Complete Color Harmony”, Pantone Edition, Rockport Publishing.

Secondo lei ci sono dei colori che non passeranno mai di moda?
In due dei miei libri, “Colors for Your Every Mood” e “More Alive with Color”, scrivo proprio delle tonalità Crossover”, categoria che include non solo i toni neutri come grigio, cammello, sabbia, ma anche altri che possono funzionare come “classici”, tra cui verde foglia, melanzana, verde bosco, bordeaux, navy, rosso intenso e azzurro cielo.  

Parliamo del trend dei colori metallici. Pensa sia una moda passeggera o che durerà?
Le tonalità metalliche continueranno ad andare per la maggiore, perché l’evoluzione della tecnologia spinge i limiti sempre più in là. Vengono introdotte nuove finiture e trattamenti, quindi non è un qualcosa di passeggero. E i consumatori, tra l’altro, sembrano gradire molto.

Che importanza ha il colore, nella sua vita di tutti i giorni?
Enorme. Ha sempre contato moltissimo e anche in futuro sarà sempre così. Il mondo del colore è come un immenso outlet per la creatività e porta gioia al nostro quotidiano.

 

Nel privato, quando sceglie un colore, magari nell’arredamento di casa, lo fa tenendo conto della sua esperienza e calcolando l’effetto che una tonalità ha sulla psiche, o si lascia guidare dall’istinto, al di là della professione?
Direi entrambe le cose. E’ difficile per me dire che un colore non mi piaccia, perché per lavoro so che si potrebbe abbinare con un altro e così via. Allo stesso tempo, io vivo a Nord Ovest del Pacifico, che è piuttosto simile a Londra, con molte giornate grigie in inverno, il che porterebbe a scegliere cose molto colorate. In realtà le persone, psicologicamente, nelle giornate buie sentono il bisogno del calore del sole e per questo motivo ho optato per un arredamento con tonalità dai sottotoni caldi e mielati, che diano l’impressione, appena si entra in casa, che sulle pareti si poggino i raggi del sole. 

E per quanto riguarda il guardaroba? Quali tonalità dominanti ha scelto?
Come potrà immaginare, nel vestire amo molto il colore. Nell’armadio ho tante tinte diverse e moltissime sciarpe e accessori che mi aiutano a fare diversi abbinamenti.

Un’ultima domanda… Tra qualche mese uscirà il Colore dell’Anno 2018. Come possiamo coniugare la durevolezza degli oggetti con il desiderio di essere alla moda e seguire i trend che arriveranno?
Un compromesso è possibile. Durante il nostro lavoro di selezione, cerchiamo di scegliere colori che potranno essere abbinati a molti altri e che, quindi, permetteranno di non buttare via tutto ciò che già abbiamo, ma di conservarlo e valorizzarlo. Nel mondo di oggi, peraltro, c’è una maggiore consapevolezza riguardo a un utilizzo creativo delle varie tonalità. Questo è anche uno dei miei obiettivi: mostrare alle persone quanto e come il colore possa arricchire, educare ed esprimere la creatività nascosta dentro ciascuno di noi.

Intervista di Barbara Palladino

© Leatrice Eiseman

© Pantone 

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