Lex Pott, la mia vita a colori

Classe 1985, una laurea presso la prestigiosa Design Academy Eindhoven, Lex Pott è un ragazzo con la testa ben piantata sulle spalle: ha sempre saputo di voler fare della creatività il suo mestiere. E passo dopo passo, successo dopo successo, ci è riuscito.

Oggi questo giovane designer olandese con base a Rotterdam macina riconoscimenti e produce pezzi ispirati dai materiali allo stato grezzo. Che nelle sue mani trovano nuove forme espressive.

Partiamo dal qui e ora: a cosa stai lavorando?
Ho un sacco di nuovi progetti per le mani. Da collezioni di mobili su piccola scala a un'installazione per un museo a Rotterdam. Purtroppo non posso ancora fare i nomi dei clienti: è tutto in fase di sviluppo e definizione.

L'oggetto di design che ami di più?
La sedia Rietveld in blu, giallo e rosso. Un pezzo decisamente iconico, eppure così semplice nel suo aspetto. Ormai è un classico e, naturalmente, il progettista era un olandese (Lex sorride *ndr).

Giochiamo d'immaginazione: se potessi vivere la vita di un'altra persona creativa per un giorno, chi sarebbe?
Un attore. Mi piacerebbe avere un ruolo in un contesto totalmente diverso dal mio.

Quali sono i tuoi obiettivi principali come designer?
Riuscire a rimanere indipendente e continuare a fare quel che desidero davvero.

Quali sono stati i principali cambiamenti nel settore design durante gli ultimi anni?
Uno degli aspetti che noto è l'uso del colore. I designer sono più audaci e coraggiosi nell'usare i colori nella moda e nell'interior. Ne nascono progetti più belli.

C'è stato un punto cruciale della tua carriera?
Mi piacerebbe, ma in realtà no. Ad avermi fatto avanzare è stato più il duro lavoro, giorno dopo giorno. Andare avanti e fare ciò in cui credevo: questo è stato il mio percorso finora.

Quale tra i tuoi progetti ti rende più orgoglioso?
Il set di vasi "True Colours" per &Tradition. Un progetto iniziato come sperimentazione e ricerca. E oggi invece i vasi sono disponibili e prodotti in serie. Il bello è che però ogni vaso è un pezzo unico.

Hai sempre sognato di fare questo mestiere?
Sì: designer o artista. Adoro creare da quando sono un bambino. Oggi mi guadagno da vivere così, creando cose.

Quali mostre hai apprezzato particolarmente quest'anno?
Mi è piaciuta tanto la mostra From 10 Years Thomas Eyck vista durante la Dutch Design Week di Eindhoven. Non solo bellissimi oggetti, ma anche l'impostazione e l'allestimento erano geniali. Spiegava com'è cambiata la percezione degli oggetti.

Le tue principali fonti di ispirazione sono...
ARTE, di sicuro. E il lavoro degli artigiani.

Hai una routine al lavoro?
Tantissime email! Spero sempre di riuscire a trascorrere almeno una o due ore al giorno in laboratorio a creare e sperimentare. Quando ci riesco sono felice.

Come definiresti il tuo stile?
L'uso di materiali puri e naturali in un modo inedito. In questo senso ritengo che il mio stile sia sperimentale.

Quale pensi sia il tuo miglior talento?
Me la cavo a fare molte cose. Ho una buona conoscenza di tutto e questo aiuta.

Quali sono le difficoltà di fare il tuo lavoro?
Fare quel che realmente si desidera. Per questo ho sempre voluto rimanere indipendente.

Ci sveli qualcuno dei tuoi indirizzi preferiti?
Mama Shelter a Parigi: un hotel che ha anche un bellissimo ristorante e un'ottima atmosfera. Nessun bisogno di andare fuori per avere una bella serata quando si soggiorna qui. Il mio ristorante preferito è Pure C, nei Paesi Bassi. La vista è ottima e il posto eccezionale. Sto parlando di luoghi gestiti da persone appassionate, il che fa la differenza. Infine, come città preferita scelgo New York: la sua diversità e le sue dimensioni mi affascinano. È indubbiamente la capitale del mondo.

Ci descrivi casa tua?
È molto colorata e la maggior parte degli oggetti sono progetti miei o pezzi di amici. Tante cose provengono dai miei viaggi. È un interior che raccolglie tante suggestioni, non ha un solo stile. Ogni arredo racconta una storia.

Hai un motto di vita?
Always blame yourself!

Intervista di Marzia Nicolini
©lexpott.nl

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