Nima Benati: vi racconto chi sono
Dolce & Gabbana

Classe 1992, Nima Benati è una delle fotografe di moda più richieste del momento. Il suo stile patinato e ricco di contrasto, dai colori saturi, è un vero marchio di fabbrica e ha realizzato campagne pubblicitarie per Patrizia Pepe, Smashbox, Pierre Mantoux, Puma e tanti altri. Ha ritratto top del calibro di Gigi Hadid, per Maybelline, e persino Dolce&Gabbana l’ha voluta per realizzare gli scatti promozionali dell’ultima collezione. Seguitissima online, deve proprio ai social network molto del suo successo. A 17 anni inizia a fotografare alcune amiche e mette le immagini in rete, ottenendo un enorme riscontro. In poco tempo si guadagna una folta schiera di fan e i grandi brand si accorgono di lei e del suo talento. Oggi Nima gira il mondo per lavoro ed è corteggiatissima dalle griffe più note e dalle blogger. Lei si schernisce, gioca a fare la diva (di recente ha calcato il red carpet del Festival del Cinema di Venezia) e ci scherza su, postando foto della sua vita a cinque stelle. Ma chi è questa ragazza d’oro, vero fenomeno della fotografia? Siamo andati a cercarla e abbiamo fatto due chiacchiere con lei…

Dolce & Gabbana

Come è nata la passione per la fotografia?
Sfogliando le riviste di moda, divoravo le pagine cercando le campagne pubblicitarie: ritagliavo le mie preferite e le incollavo su un quaderno per poi riguardarle nel dettaglio all’infinito. Rimanevo incantanta dalla bellezza ultraterrena delle modelle e dagli abiti sontuosi che non avevo mai visto nella vita reale.

Se dovessi descriverti a chi non ti conosce, cosa diresti?
Un vulcano in eruzione con la parlantina veramente troppo facile.

Quale è stata la prima grande occasione di svolta della tua carriera?
Tralasciando i giovanissimi inizi, penso che la prima grande opportunità me l’abbia data Stefano Gabbana, chiedendomi di scattare per Dolce&Gabbana. Un sogno al quale ancora stento a credere, un’emozione che non vuole scemare neanche a distanza di mesi. Penso mi abbia dato una credibilità internazionale che ancora mi mancava.

Dolce & Gabbana

Come nasce il concept dei tuoi servizi fotografici?
A volte parto da un luogo, una location che mi ispira un certo tipo di foto. Altre volte, invece, studio la collezione del cliente per creare una storia che racconti i capi. L’ultima campagna di Antonio Croce, per esempio, è stata realizzata in un giardino esotico: idea nata dopo aver visto che una delle stampe più utilizzate sui capi erano foglie di agave.

Come è la tua giornata tipo?
Dipende molto dal tipo di shooting: se è in esterna purtroppo la sveglia è verso le quattro del mattino, per poter scattare all’alba quando la luce è più morbida e non crea ombre antiestetiche. Spesso si fa una pausa all’ora di pranzo, quando il sole è alto e si ricomincia verso le 15.30 fino al tramonto. Sono giornate impegnative che in pochi possono capire finché non mettono piede su un set. Quando si scatta in studio invece la sveglia è più clemente, verso le otto: spesso rimango a lavorare fino alle dieci di sera. Negli altri giorni il lavoro è da casa: non avendo un “capo” mi gestisco da sola con tutti i pro e i contro del caso…. A volte lavoro dalla mattina alla sera alle undici senza pause, altre sono pigra e mi ritrovo a dover svolgere il lavoro della giornata di notte!

Roberta Biagi SS17

Ogni fotografo ha una propria “ossessione”. Quale è la tua?
Sono ossessionata dalla simmetria e spesso, nonostante io voglia cambiare e sperimentare, mi ritrovo a scattare sempre gli stessi ritratti, con inquadratura stretta e frontale.

C’è una foto celebre che avresti voluto scattare tu?
L’intero editoriale "Far far from land" di Tim Walker per “W Magazine”.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Meisel, Mert and Marcus, Testino, Roversi, Luchford, Yeste, McLellan.

Cosa cattura in genere il tuo sguardo quando fotografi? Chi e cosa ti colpisce?
La bellezza, che nel mio caso è estremamente soggettiva e difficilissima da descrivere. Mi innamoro di visi sempre diversi, mi piacciono dettagli strani, caratteristiche accentuate.

Gai Mattiolo

Quale è il tuo sogno, dal punto di vista lavorativo?
Arrivare a fotografare le campagne pubblicitarie di Versace e Miu Miu! Beh, dicono di puntare alla luna, cosi se ti va male sei comunque tra le stelle, no? 

Ci racconti un aneddoto divertente da un tuo set?
Una volta a Marrakech stavo scattando in una stradina nella quale c’era anche un negozio di tappeti: Il commerciante colse la buona occasione e, accusandomi di fotografare il suo negozio, mi trascinò a fare shopping: alla fine la cliente è stata costretta a comprare davvero un tappeto per liberarmi!

Come scegli le tue modelle? Cosa ti colpisce in loro?
Trovo imprescindibile l’altezza e la proporzione: le gambe devono sempre essere più lunghe del busto, gli arti mi piacciono affusolati. Non amo la magrezza eccessiva, ma la apprezzo fotograficamente quando è genetica e non dettata dalla denutrizione. Mi piacciono i visi naturali, acqua e sapone, con dettagli inaspettati, non bellezze oggettive e “sexy”, bensì quelle più eteree o androgine.

Patrizia Pepe

C’è qualcuno a cui devi dire grazie, che ti ha incoraggiato o ispirato?
La mia mamma che quando mi vide fotografare un’amica, spalmata per terra entusiasta come se avessi vinto l’enalotto, mi disse “hai una luce negli occhi quando lo fai, dovresti comprare una macchina fotografica vera”.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliono seguire le tue orme?
Di ispirarsi alle grandi riviste come "W Magazine", "Vogue", "ID", "Love", "Wonderland", "Antidote",  per comprendere e studiare il gusto raffinato e visionario della moda, molto lontano dalla realtà commerciale nella quale cresciamo.

Se non avessi fatto la fotografa, che mestiere avresti scelto?
Ho studiato lingue e da piccola pensavo che avrei fatto l’interprete.

Dolce & Gabbana

C’è un incontro o una persona che ha influenzato il tuo lavoro?
Tutti i “grandi” dell’industria che seguo assiduamente su Instagram: guardandoli, sembra quasi di conoscerli. Ovviamente mi influenzano e traggo ispirazione dalle loro carriere per lavorare più duramente.

Potresti dirci una cosa di te che nessuno conosce?
Mi sono appena fidanzata con la mia teen crush.

Sui social sei molto amata, ma hai ricevuto anche delle critiche. Come reagisci ad esse?
Sarebbe bello dirti che non mi toccano, ma non è vero. Sono giudizi feroci che spesso mi fanno dubitare di me stessa, mi feriscono e condizionano nelle scelte. In un certo senso però mi fanno anche bene, perché mi motivano a fare il doppio degli altri, a studiare costantemente per migliorare e raggiungere risultati sui quale non possano fiatare.

Come ti vedi tra qualche anno?
Spero innamorata e con una carriera ancora in salita, con qualche sogno spuntato dalla bucket list.

Con chi vorresti collaborare e perché?
Prada. Sebbene non rappresenti il mio stile, credo sia uno dei brand più innovativi, geniali e camaleontici. Ogni stagione si rinnova, creando pezzi mai visti prima e collezioni che fanno immediatamente tendenza. Le loro campagne pubblicitarie sono pura perfezione, di grandissima ispirazione per me.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Se tutto va bene a Santorini a fine mese scatterò una delle mie modelle preferite, la top model Magdalena Frackowiack. Incrocio le dita.

Intervista di Barbara Palladino

© Nima Benati

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