Pierre-Louis Mascia, se fossi stato Monet

Illustratore di moda, creativo a tutto tondo, innamorato dell'arte e della vita. Ecco Pierre-Louis Mascia, francese di Tolosa, ragazzo pieno di talento e ambizione. Era il 2007 quando ha lanciato la sua linea di accessori di moda, affidando la licenza di produzione all'azienda tessile e italiana Achille Pinto.

Di lui si sa che adora i dettagli, l'eccellenza artigianale e le contaminazioni artistiche. All’interesse per le discipline artistiche, come la musica, la danza e il teatro, Mascia unisce la forte attrazione per la cultura tradizionale giapponese, in particolare per le tecniche artigianali di lavorazione e applicazione della carta Washi. Ispirazioni e immagini che ritornano nelle sue creazioni, specchio di una personalità votata al bello.

Ecco quel che ci ha raccontato.

A cosa stai lavorando in questo momento?
Sono impegnato a creare una nuova collezione e sto lavorando a diversi nuovi prodotti. Ma devo mantenere il segreto!

L'illustrazione / opera d'arte che avesti voluto creare tu?
Punto in alto: mi piacerebbe aver dipinto "Les Nymphéas" all'Orangerie di Parigi ... per essere stato Claude Monet.

Oltre a Monet, ci sono altri artisti di cui vorresti poter rivivere la vita?
Sarebbe bellissimo poter vivere la vita di una ballerina o di un coreografo. Penso alla sublime Pina Bausch o a Hofesh Shechter. Danza, danza, danza, che grande passione!

Quali sono gli obiettivi principali che ti poni come artista?
Riuscire a percepire la vita dovunque posi il mio sguardo. Osservare e trovare la giusta ispirazione, ascoltare musica e avere sempre le enerergie per creare le mie collezioni.

Quali sono stati i principali cambiamenti avvenuti nel settore dell'arte nel corso degli ultimi anni?
Il fatto che la società dell'arte stia celebrando i falsi è una novità.

C'è stato un punto cruciale per la definizione della tua carriera artistica?
Un momento di svolta – professionale e personale – è avvenuto durante il mio primo viaggio in Giappone: per la prima volta, in quell'occasione, ogni cosa mi è sembrata possibile.

Passiamo ai tuoi progetti: quale ti ha reso più orgoglioso?
Per ora direi ancora nessuno... O meglio: sarò in grado di rispondere a questa domanda fra circa trent'anni. Ho ancora tantissime cose da capire e tanti, tanti progetti che vorrei realizzare.

Tante persone creative rincorrono le tendenze. Cosa pensi dei colleghi che cercano di essere trendy?
Non lo trovo un atteggiamento giusto: non vanno seguiti i trend degli altri, ma occorre anticipare e lanciare le tendenze. Essere un leader, non un follower. Ma non c'è giudizio: è solo la mia opinione.

Quali mostre o eventi hai apprezzato particolarmente quest'anno (e perché)?
L'Arles Festival: è sempre così stimolante!

Le tue principali fonti di ispirazione sono...
La vita: niente che mi ispiri di più.

Hai una tua giornata-tipo al lavoro?
Praticamente mai: ogni giorno è diverso dal precedente. Punti fissi: di solito mi sveglio alle 6 di mattina e vado a letto alle 10.

Come definiresti il tuo stile?
Eccentrico, intellettuale, spirituale, imprevedibile.

Qual è il tuo miglior talento?
Concedere sempre più di un carezza: sono una persona di indole generosa.

Quali sono le difficoltà di fare il tuo lavoro?
Mi faccio sempre trascinare dalle emozioni quando creo.

Ci sveli alcuni dei tuoi indirizzi del cuore?
Hotel: le Nord-Pinus ad Arles.
Ristorante: Les Tetes d'Ail a Tolosa.
Città: Tokyo per la sua fantastica energia!

Come descriveresti la tua casa?
Per me è come un rifugio. E affaccia su un bellissimo giardino.

Hai un motto di vita?
"Selvaggio è il vento".

Qual è il consiglio che dai a una persona giovane che desideri fare la tua carriera?
Segui sempre il tuo intuito.

© Pierre-Louis Mascia

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