Piet Boon, innamorato della mia Amsterdam

Una buona dose di entusiasmo e tutto il rigore e la puntualità del Nord Europa. Piet Boon incarna il modello di progettista preciso, ma coinvolto, uno di quelli che si innamora di ogni singolo lavoro e che quando parla della sua professione si anima e illumina.

Quel che conta è raggiungere l'obiettivo finale: equilibrio, armonia, funzione, simmetria. Nel suo studio, fondato nel 1983 ad Amsterdam, si respira un'aria frizzante e creativa. Abbiamo intercettato Piet per farci raccontare la sua filosofia. Di vita e di progetto.

A cosa stai lavorando?
Essendo il nostro uno studio multidisciplinare, siamo sempre impegnati su più fronti: outdoor, interni e prodotti di design. Siamo fortunati: abbiamo davvero moltissimo da fare. Stiamo lavorando su un grande sviluppo residenziale a Kuala Lumpur, in Malesia, e ci stiamo preparando per il prossimo Salone del Mobile, dove presenteremo i nostri nuovi mobili. Speriamo anche di introdurre delle fragranze il prossimo anno. Cureremo poi l'interior design di un nuovo hotel di fascia alta nel centro di Amsterdam, ma ancora non possiamo rivelare troppo.

L'oggetto di design che più ami?
Domanda difficile, questa: sono troppe le belle creazioni per poterne scegliere una sola. Penso ai pezzi disegnati da Rick Owens, Mies van der Rohe e molti altri...Però ho alcuni punti fermi: credo che ogni casa debba disporre di un bel tavolo da pranzo per riunirsi tutti insieme e dar vita a ricordi duraturi. Lo stesso vale per la cucina: avete mai notato come tutti durante le feste finiscano sempre in cucina? Un'altra cosa indispensabile è un divano super confortevole.

Se potessi vivere la vita di un'altra persona creativa per un giorno, chi sarebbe e perché?
Il famoso regista americano Wes Anderson. Non soltanto ha prodotto alcuni dei film più sorprendenti, ma ha anche un incredibile gusto per l'interior. Il modo in cui unisce questi due aspetti è di grande ispirazione per me.

Quali obiettivi ti poni come designer?
Semplicemente rendere felici le persone e superare le loro aspettative. Nel nostro lavoro siamo motivati dal desiderio di avere un impatto positivo sulla vita e il benessere dei nostri clienti. Per questo pensiamo a spazi di vita confortevoli, equilibrati, piacevoli.

C'è stato un punto cruciale nella tua carriera?
La progettazione del nostro primo attico a New York. Una casa di 700 metri quadri. Eravamo così onorati che qualcuno avesse voluto noi per un progetto personale come una casa. Da allora abbiamo fatto moltissimi progetti a New York. Ma il primo non si dimentica.

Tra i tuoi progetti ce n'è uno che ti rende particolarmente orgoglioso?
Siamo orgogliosi di tutti: non importa la dimensione o il cliente, perché è sempre un onore quando ci affidando la progettazione di una casa, un ristorante o un hotel. Ciascun lavoro ha la sua storia, aspetto che ci consente di non annoiarci mai. Ogni prima volta resta un'esperienza memorabile.

Hai sempre sognato di diventare un progettista?
La mia prima esperienza è stata come imprenditore edile. Un lavoro che mi ha aiutato a capire che avevo una visione personale quando si trattava di progettare. Così ho deciso di studiare design e mettere in pratica le mie idee. Ormai si parla di trent'anni fa!

Ci sono delle mostre che hai amato quest'anno?
Attendo sempre con ansia il Salone del Mobile di Milano e la Dutch Design Week a Eindhoven. Non tanto per quel che viene presentato, quanto per l'energia positiva che si respira: si è tutti di buon umore, circondati da arredi bellissimi. Anche Art Basel Miami è un'altra grande rassegna. Da buon amante dell'arte, mi piace vederla esposta: in qualsiasi modo.
 

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Le persone, le culture, l'architettura, ma anche moda, natura...Tutto, a dire il vero.

Hai una routine al lavoro?
Nel nostro studio non esiste un giorno uguale all'altro, che è il motivo per cui il nostro lavoro è tanto dinamico e stimolante. Tuttavia ci sono alcune attività che avvengono quotidianamente: appena arrivo in ufficio mi confronto con i progettisti, parliamo molto insieme e condividiamo le nostre visioni (e poi si finisce per parlare di calcio!). Rivediamo sempre tutto insieme, assicurandoci che non ci siano errori. Creatività ed entusiasmo sono contagiosi.
 

Come definiresti il tuo stile?
Un attento equilibrio di funzionalità, estetica e individualità. Il nostro lavoro è conosciuto e riconoscibile per il modo in cui allineiamo gli spazi e per il nostro uso di dimensioni e forme. Cerchiamo sempre di creare l'equilibrio e l'armonia che contraddistinguono i nostri lavori. E che li rendono senza tempo.

Quale ritieni sia il tuo miglior talento?
Forse la mia forza sta nel riuscire ad avere sempre un quadro generale dei progetti, riuscendo a coglierne le possibilità creative. E poi sono bravo a tradurre queste idee in modo che i nostri clienti le comprendano.

Lati negativi e difficoltà del tuo mestiere?
Non è facile riuscire a stare dentro i budget a disposizione. E poi ogni progetto è sempre una completa novità. Che poi è il bello di questo lavoro.

Ci sveli qualcuno dei tuoi indirizzi preferiti?
Viaggio molto per lavoro, ma nonostante tutto Amsterdam resta la mia città preferita. Le biciclette, i canali, la vista sull'acqua, la squadra di calcio Ajax, le persone...trovo sia tutto perfetto. Il mio hotel preferito è, invece, l'hotel Park Hyatt di Tokyo: servizio insuperabile. Siamo stati anche nominati di progettare i loro nuovi interni in futuro e ne siamo onorati! Come ristorante, adoro Es Torrent a Ibiza: è semplice, si mangia pesce ed è circondato da scogliere. Ci si siede a guardare il mare e si gusta dell'ottimo cibo locale.

C'è un artista contemporaneo che ammiri più di tutti?
Amo l'arte in generale: mi rende così felice. Il mio elenco di artisti favoriti è davvero lungo. Al momento mi piace molto il lavoro dell'artista olandese Casper Faassen. Poi sono un ammiratore di Botero, in particolare apprezzo le sue sculture. Ho enorme rispetto per Pablo Picasso e Salvador Dalì. Due veri geni.

Immaginiamo tu abbia una casa meravigliosa. Ce la descrivi?
È la perfetta incarnazione della nostra filosofia progettuale. A parte il design, che amo, lo spazio più speciale è il giardino. L'ha progettato il nostro amico Piet Oudolf, famoso paesaggista pieno di talento. Dovunque lo si guarda, è sempre magnifico.

Il tuo motto di vita?
“When in doubt, just do it.

Intervista di Marzia Nicolini
© Piet Boon

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