Solla Eiríksdóttir, innamorata delle verdure

Bionda come una vichinga, la chef islandese Solla Eiríksdóttir è un'autorità nel suo Paese, a Nord dell'Europa. Dal 1994, infatti, gestisce a Reykiavik il ristorante Gló, tra i primi ad avere introdotto in Islanda il concetto di alta cucina cento per cento vegetariana.

Una strada di successo, data la crescente attenzione degli chef agli aspetti salutistici dei propri piatti. E infatti Ippocampo dedica a Solla e alla sua idea di alimentazione sana e golosa il nuovo libro "Raw: Ricette per uno stile di vita vegetariano moderno": all'interno, tante gustose ricette healthy, come hummus di pistacchi e cavolo riccio, pizza di quinoa, pere allo zenzero. Il bello: tutto proviene dall'orto che Solla cura in prima persona. Altro che chilometro zero!

Come è nata l'idea di questo libro?
Nel 2011 sono stata ospite in uno spettacolo televisivo con Dorrit Moussaieff, moglie del Presidente islandese Ólafur Ragnar Grímsson. Nella trasmissione abbiamo parlato di cibo islandese. Ricordo che al termine del programma, Dorrit mi ha chiesto se fossi interessata a scrivere un libro di cucina che rappresentasse la mia filosofia di cucina e il mio Paese. All'epoca ero molto occupata, quindi le cose non si sono avviate subito. Ma lei è stata così cara da mettermi in contatto con lo staff della casa editrice Phaidon. Qualche anno dopo ho deciso che era giunto il momento di mettermi all'opera. Ho chiesto a mia figlia Hildur di scrivere il libro a due mani, dato che abbiamo sempre lavorato benissimo insieme. Ne è nato un progetto molto personale.

Come descriveresti la tua cucina?
Amo coltivare frutta e ortaggi: è una lezione dei miei genitori, che non ho mai abbandonato. Poiché durante l'inverno le verdure scarseggiano in Islanda, mia madre ci ha insegnato a far fermentare le verdure e a raccogliere le bacche selvatiche per creare deliziose marmellate.

Nei tuoi piatti c'è un ricco bagaglio familiare, dunque.
Sì, ma non solo. Cerco di creare ricette appetitose e bellissime rigorosamente da materia prima biologica e sana. Sono attaccata alle mie radici, ma amo sperimentare nuove tecniche e accostamenti inediti. Il risultato è un mix di familiarità e innovazione.

Un sogno che vorresti realizzare?
Il mio sogno è arrivare al giorno in cui tutti i bambini avranno accesso a cibo sano.

Se potessi vivere la vita di un altro chef per un giorno, chi sarebbe?
Alain Passard, il grande cuoco francese. Penso al suo orto magnifico!

Essere una chef "healthy" cosa significa?
Creare piatti golosi e far capire che il cibo salutare non significa senza sapore. Al contrario.

Quali sono stati i principali cambiamenti nel campo dell'alta cucina negli ultimi anni?
L'attenzione si sta spostando dalle proteine animali alle verdure, oggi grandi star dei piatti.

C'è stato un punto cruciale della tua carriera (e perché)?
La grande svolta è avvenuta quando ho deciso di aprire il mio primo ristorante Glò nel 1994. Prima facevo molti seminari di cucina per insegnare alle donne a cucinare piatti vegetariani per le proprie famiglie. Alle mie alunne piaceva moltissimo, ma le loro famiglie non erano ancora pronte per questo tipo di cucina. Quando il mio ristorante è diventato famoso, improvvisamente ho sentito tutti gli sguardi puntati su di me: sono stata la prima ad aver introdotto la cucina vegetariana in Islanda.

Cosa ti rende fiera di te e del tuo percorso sin qui?
Oltre al mio ristorante – pionieristico nel suo genere – questo nuovo libro “Raw”: le immagini sono bellissime e spero di ispirare i miei lettori e convincerli a cucinare usando tante verdure di stagione. E poi sono orgogliosa del blog, mio e di mia figlia: al momento lo scriviamo solo in islandese, ma abbiamo intenzione di fare presto anche una versione inglese (maedgurnar.is). Le foto sono tutte di mia figlia Hildur, non è bravissima?

Oggi fare lo chef è decisamente di moda. Cosa ne pensi?
Penso che uno chef dovrebbe sempre cucinare con il cuore. Le persone percepiscono se dietro ai piatti c'è un atteggiamento sincero o se si sta solo rincorrendo una tendenza.

Quali sono alcuni dei tuoi ristoranti must-visit?
Gracias Madre, ristorante vegano e messicano a Los Angeles: il cibo è fantastico!

Le tue principali fonti di ispirazione sono...
Ortaggi e prodotti biologici freschi. E conoscere le antiche culture gastronomiche dei luoghi che visitano: racchiudono sempre una grande saggezza. Di cui fare tesoro.

Quali sono le principali difficoltà di fare questo lavoro?
Se fai la vita da chef devi essere molto forte fisicamente e mostrarti in grado di lavorare bene sotto pressione. Allo stesso tempo devi essere organizzato e avere una buona visione d'insieme. La sfida è saper gestire tutto questo e trovare il modo di essere anche creativi.

Hai una città del cuore?
Los Angeles – Venice: un luogo che mi ispira. E cibo che adoro.

Nel tuo frigorifero: mai senza...
Verdure fermentate, avocado, broccoli, formaggio, mandorle, latte di mandorle, maionese piccante home made.

Il tuo motto di vita?
Si vive una volta sola: goditela.

Intervista di Marzia Nicolini

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