ry rocklen, trophy modern, ltvs, lancia trendivisions

Diciamolo: non sono attraenti, brillano di kitch e ormai li vinci senza particolari sforzi. Eppure, i trofei emanano sempre un certo fascino. Se n'è accorto l'artista americano Ry Rocklen che ne ha raccolti a centinaia per farne oggetti d'arredo, trasformando il pacchiano in raffinato.

Il debole di Rocklen per i trofei nasce nel 2011, quando ne acquista 150 (per pochi dollari) da un rigattiere. Un'orgia di oggetti abbandonati, vernici finto oro, colonnine olografiche, marmi finti e borchie argentate. In poche parole, un'icona dell'America più opulenta ma posticcia, vitale ma sola.

Da quell'ammasso scintillante nasce la prima scultura, "Second to None" (2011), che lo porta nel 2013 alla serie "Trophy Modern", realizzata con ogni tipo di trofeo disponibile sul mercato e assemblata nelle forme e nei colori secondo un'estetica schematica, modernista, da cui i nomi dei pezzi come "Frank Lloyd Wright" o "Le Corbusier".

Con lo stesso approccio, Rocklen ha realizzato anche il bar a tema "Night Court", commissionato da Absolut in occasione di Art Basel Miami Beach, disegnando panchine, un tavolo da ping pong e una splendida scacchiera.

Il risultato sono oggetti con un'aria famigliare e al contempo ironica, che ribaltano l'idea del quotidiano più banale in uno spettacolo (fasullo) per gli occhi, fondendo l'eleganza e la sobrietà con le paillettes.

Foto via ryrocklen.com

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