Yannis Nivault, ispirato dal grande cinema

Da sempre innamorato del grande cinema (regista preferito: Sorrentino), il fotografo francese Yannis Nivault ama creare immagini iconiche, studiate in ogni dettaglio, pensate per far sognare chi le guarda. Protagoniste sono donne bellissime e piene di personalità. La cosa importante è riuscire a creare delle storie, portare la propria visione oltre l'obiettivo, creare un'estetica incisiva.

Impegnato su molti set per riviste internazionali, Yannis non dimentica il tempo da dedicare al lato più creativo e personale del suo lavoro. Come dimostrano le sue serie, veri e propri racconti. Seducenti.

A cosa stai lavorando in questo momento?
Sono preso con un nuovo progetto di moda: protagonista una bellissima ragazza in levitazione. L'obiettivo sarà quello di mostrare borse in pelle di alta qualità. Una visione aerea e in movimento.

La foto che vorresti aver scattato tu stesso?
Penso sia una foto di Helmut Newton. È in assoluto uno dei miei fotografi preferiti. La sua immagine di una donna che viene inseguita da un aereo con riferimento al "North by Northwest " diretto da Alfred Hitchcock è quella che amo di più. Unisce la suggestione del movimento all'ispirazione cinematografica.

Se potessi vivere la vita di un'altra persona creativa per un giorno che sarebbe e perché?
Mi piacerebbe essere stato un regista di film per poter lavorare con un team, coordinare tante persone e veder realizzare una mia dea. Amo tanto il cinema. Forse avrei voluto essere Jacques Audiard (sceneggiatore e regista francese. Ha vinto i maggiori premi assegnati al Festival di Cannes *ndr), soprattutto durante le riprese del film «De battre mon coeur s'est arrêté».

Quali sono gli obiettivi principali che ti poni nella tua professione?
La mia grande conquista personale è quello di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno attraverso il mio lavoro. E magari un giorno diventare un fotografo autorevole.

Quali sono stati i principali cambiamenti nel settore della fotografia durante gli ultimi anni?
La più importante è forse la specializzazione della fotografia digitale che consente una grande libertà di espressione. Le attrezzatture sono oggi a favore delle emozioni.

C'è stato un punto cruciale per la tua carriera?
Quando ho iniziato questo mestiere, la fotografia costituiva una sorta di tranello per via di tutto il materiale tecnico con cui fare conoscenza. Ero ossessionato da luci e da tutte le nozioni tecniche che avevo imparato. Ora sono più sicuro e controllo facilmente questa parte del lavoro. Così finalmente posso mettere più energie sulla parte creativa. Riuscirci è stata una sorta di liberazione!

Tra i tuoi progetti ce n'è uno che ti rende maggiormente orgoglioso?
Quello che devo ancora realizzare.

Hai sempre sognato di diventare un fotografo?
In realtà no. Quando ero giovane sognavo di diventare un attore o uno stuntman per vivere molte altre vite umane.

Quali esposizioni hai apprezzato particolarmente quest'anno?
"Toilet Paper" ad Arles durante il festival di fotografia, in particolare le foto di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Sono due persone piene di talento.

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?
Cinema, cinema, cinema. Amo i film di Paolo Sorrentino, per esempio.

Descrivici una giornata tipica al lavoro.
Da bravo freelance, non conosco la routine. Ogni giorni di lavoro comporta nuove dinamiche e nuovi incontri.

Come definiresti il tuo stile?
Sul set è molto importante assicurare il benessere di tutte le persone (clienti, modelli, hairstylist, make up artist, assistenti): serve alla riuscita degli scatti. Se ogni componente della troupe è coinvolto, lo si noterà nelle immagini. Le mie modelle vengono fotografate come personaggi iconici. Lasciano immaginare e sognare delle storie.

Qual è il tuo miglior talento?
Sono rigoroso e professionale. Credo che la premura verso le altre persone sia una qualità essenziale per realizzare i miei progetti. La dimensione umana è onnipresente nelle nostre attività.

Lati negativi della tua professione?
Spesso quel che manca è il tempo libero. Non è facile riuscire a godersi il momento presente.

Ci sveli alcuni dei tuoi indirizzi preferiti nella tua città e in giro per il mondo?
Amo l'hotel Bloomsbury nel quartiere di Soho a Londra: casual ed elegante Il mio ristorante preferito è sicuramente "le 404" a Parigi: si mangia cucina nordafricana e il posto è molto carino. La mia città preferita è Punta Arenas in Patagonia. Adoro la Patagonia: magari non andrei a viverci, ma resta uno dei miei migliori viaggi. Luogo indimenticabile!
 

Come descriveresti la tua abitazione?
La mia casa racchiude un insieme di mobili e oggetti antichi e contemporanei. Merito delle mie incursioni ai mercatini dell'usato. Helmut, il mio gatto, contribuisce a rendere la casa uno spazio pieno di vita.

Hai un motto?
“Ricorda che non c'è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada" di Lao-Tseu.

C'è una persona che ammiri particolarmente per il duo lavoro?
La mia fidanzata: è lei che mi consiglia e mi dice sempre con sincerità quello che pensa dei miei lavori. La sua opinione mi fa crescere e mi sostiene.

Intervista di Marzia Nicolini
© Yannis Nivault

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