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A volte la vita scorre senza problemi. “Ma spesso ci scontriamo con i fatti, con le nostre insicurezze e con imprevisti che ci lasciano feriti, a pezzi”, racconta Zelko Nedic che nella serie “Golden Scars” s’ispira a una nobile e antica arte del riparo per raccontare come dalle cicatrici possa nascere un tesoro.

Si chiama Kintsukuroi, una tecnica artigianale (ma anche filosofica) giapponese di riparare il vasellame con lacche d’oro o d’argento. Non semplicemente artigianale, perché questa pratica permette anche di meditare e ammirare come un oggetto sia ancora più esclusivo e raffinato dopo essere stato distrutto e recuperato.

“Voglio stimolare l’osservatore a pensare, fare le sue interpretazioni e associazioni”, spiega il fotografo specializzato nel procedimento vintage basato sul collodio umido, inventato nell’Ottocento da Frederick Scott Archer, il  precursore della moderna pellicola fotografica.

Anche per questo progetto particolare, Nedic ha impiegato fogli di alluminio recuperati dai cassonetti, utilizzando una Eastman Kodak grande formato vecchia 80 anni, e sfruttando la tecnica del ferrotipo applicato al collodio umido.

Foto © zelkonedic.com

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